Durata della diretta: 22 minuti
Buongiorno. Allora, oggi siamo in quella fase che si presenta in modo ricorrente nella storia politica del nostro paese, che è la fase della resa dei tonti, come ho scoperto facendo una rapida ricerca su Google che l'ha chiamata travaglio, cioè nel senso la locuzione resa dei tonti che pensavo di aver utilizzato o coniato io in un mio posto, in realtà l'avevo utilizzata prima travaglio, che non leggo, ma è giusto attribuire la paternità intellettuale a chi è l'autore di un prodotto dell'ingegno. La definizione di resa dei tonti è effettivamente un bellissimo conio che utilizzo pagando queste royalties ideali a Marco Travaglio, che resta pur nel bene e nel male protagonista del panorama intellettuale italiano.
In che cosa consiste la resa dei tonti? E' molto semplice. C'è un articolo sul Libro che fa un lavoro importante, per la prima volta vedo violato il proverbio che dice che miglior amico dell'uomo che si vuole informare non morde miglior amico dell'uomo che si vuole informare, in sintesi cane non morde cane. Il Libro rompe il corporativismo degli operatori informativi italiani facendo il repertorio di tutti quelli che hanno detto delle scemenze a Luglio quando la Meloni per evitare di fare l'errore che la Lega era stata costretta a fare con Draghi ha detto di no a Von der Leyen.
E allora vennero vaticinati i più cupi destini per il nostro paese che sarebbe stato privato di una rappresentanza adeguata in Unione Europea. Ora vi faccio notare, spero di avere tempo di farlo perché sto correndo in commissione morte, la legislatura precedente aveva la commissione amore e questa la commissione morte, siamo passati da Eros a Thanatos, dove vedrò delle persone molto sgradevoli fare l'altro, quindi vi chiedo un po' di solidarietà. Ma al di là di questo, c'erano due motivi per i quali questa era una scemenza e sono due motivi urticanti e distruttivi perché sconfessano l'atteggiamento del PD nei lunghi anni in cui ha sorretto governi tecnici o politici che fossero quei governi che hanno determinato la stasi della crescita del nostro paese perché hanno subinamente applicato le regole europee.
Il primo punto è un punto culturale, girano adesso per l'infosfera soprattutto alternativa dei personaggetti che poverini sono ancora urticati e ancora rosigano, poverini a me dispiace, non è colpa mia, per il successo che il mio blog ebbe all'epoca, tuttora non scrivendo, ho comunque 3-4 mila lettori al giorno, quindi esiste, non sono più i 20 mila di quando scrivevo tutti i giorni, ma ci sono. Ancora rosigano, poverini, perché vi ricordate che per tanto tempo l'atteggiamento era che cosa bagnai, che io non ho? Bagnai l'economia e l'economia è una chiave di lettura potente. Allora vediamo delle fetecchie bloccate per manifesto eurismo illo-tempore che adesso voi avete letto i vostri maître pensé, non capisco bene per quale motivo, perché la punturina ha fatto il miracolo, tra i tanti miracoli della punturina c'è stato anche quello di far diventare geni delle assolute fetecchie e che però, siccome sono delle fetecchie e non sono abbastanza intelligenti, non riescono a far trapelare nel fiele dei loro articolucci, che cosa? Sempre quella allusione al fatto che la visione economica è ristretta, che ci vogliono ampi orizzonti, che loro pensano di avere col loro cervello di formiche e che insomma, chiaramente a chi è indirizzata sta roba? A chi con un blog di economia ha tirato su un movimento culturale che un pochino ha influito sul panorama politico del paese? No, è ovvio, mentre loro non hanno influito su un cazzo di niente, questa è la realtà.
Ma qual è il punto? Non è un punto personale, il punto è di metodo. Purtroppo, anche se questo non viene capito, non viene ammesso per tanti motivi spiace, l'Unione Europea è innanzitutto una unione economica. Quello che abbiamo messo in comune sono le dogane, la politica non c'è.
Anche il migliore, lui, Draghi, tanto nomini, nullum parelogium, cosa vuole mettere in comune? Il debito. Si vogliono creare delle attribuzioni di sovranità da dare a uno Stato che non esiste, perché non esiste un'unione politica, perché non esiste un popolo europeo, quindi non può esistere una democrazia europea, quindi un'unione economica. Ma come pensi, microcefalo che ti esprimi sui giornali o sui blog che vogliono essere alternativi rispetto al mainstream, come pensi, caro amico microcefalo o microcefala o microcefolschwa, di poter dare delle letture corrette di un'unione che è economica senza sapere nulla di economia, rivendicandolo e invece di inginocchiarti di fronte al blog sui ceci, leggerlo e capire, perdere anche tempo a perculare chi invece le cose le vede prima.
Era assolutamente ovvio che l'Italia in questo contesto avrebbe avuto un ruolo rilevante, ma perché? Perché è l'unico paese in espansione con un governo solido in un momento in cui le altre due potenze pseudolider sono in recessione e con un governo traballante, perché il simpatico Barnier è tenuto per le parti molli dalla Le Pen. Non so se avete presente il concetto. E perché Scholz a casa sua governa avendo però il 7% dell'elettorato, quindi è ovvio che lì non so come funziona, le camere non si sciogliano, si sono sciolte qui quando la Lega era al 30%, non si sciolgono lì quando Scholz è al 7%, ma Scholz è morto.
Abbiamo dei governi zombie in giro per l'Europa e di questo la von der Leyen non può non tener conto. E perché non poteva non tenerne conto? Perché il potere di impulso in Europa, bisogna anche sapere com'è fatta l'Europa. Ci sono almeno tre organismi che partecipano al processo legislativo, partecipano alla formazione di inizio politico.
Quello che conta di meno è il Parlamento, poi c'è la Commissione che sta cercando di allargarsi sempre di più in un anelito verso la tecnocrazia, ma per ora conta il Consiglio. Il Parlamento sarà anche di sinistra, ma il Consiglio fatalmente diventerà di destra, perché tutti i paesi europei, uno dopo l'altro, voteranno a destra. La von der Leyen deve cercare di stare un pochino attentina e di ingraziarsi i governi di destra un pochino più solidi e un pochino diciamo meno aggressivi, o pregiudizialmente aggressivi di altri.
La Meloni ha fatto benissimo a dire no, perché poteva permetterselo. E poteva permetterselo perché in un'unione economica chi ha un'economia forte o non debole più esattamente vince. Va bene? Quindi studiate l'economia, cari geni della lampada, che grazie alla pandemia avete così assurdo al ruolo di paladini del pensiero libero non sapendo pensare e della libertà essendo schiavi di pregiudizio, essendo stati sostenitori del regime che ci ha portato a quella roba lì, d'accordo? Perché ricordatevi che nel 2012 vi dissi che se accettavamo quel regime non ci sarebbero stati limiti a quello che ci sarebbe stato imposto.
E infatti non ci sono stati limiti a quello che ci sarebbe stato imposto, anche perché alcuni vostri attuali intellettuali di riferimento hanno sostenuto quel regime. Quindi appostismo, ricordiamoci chi ha detto cosa, ricordiamoci chi stava da quale parte e cerchiamo di stare compatti e coesi dalla parte di quelli che dicono prima quello che succederà dopo. Allora il primo punto per il quale, diciamo così, è evidenziare quindi che l'economico, non voglio assolutamente dire che sia la chiave di lettura egemone, unica e sola, ma è la chiave di lettura determinante per analizzare le dinamiche politiche di un'unione che è soprattutto economica ed è destinata a restare tale.
Quindi l'economia, studiatela perché vi servirà per parecchi decenni a venire e scienze politiche, agia politica, potete guardare qua ci stanno i cassonetti. Venite qui a Viale del Vignola, le buttate al cassonetto, poi più avanti di solito ci stanno, vendono i libri di testo, vi prendete un bel testo d'economia, anche usato, anche di 30 anni fa, anzi meglio se di 30 anni fa, ve lo leggete e vedrete che direte meno cazzate e questo è il primo pezzo. Secondo pezzo molto importante, guardate che questo governo ha sconfessato drammaticamente il metodo PD.
Il metodo PD di fronte all'Europa era sbattere i tacchi e dire sì signore e poi venire in Italia e quando qualcuno constatava che ci eravamo fatti del male dire le infami parole di Renzi. Quello che noi abbiamo fatto in Europa lo abbiamo fatto perché ritiravamo che fosse l'interesse dell'Europa e non del nostro paese. Lui ha confessato che sostanzialmente il suo punto era salvare il progetto europeo danneggiando il paese, ma perché? Perché questa è una lunga storia, fa parte di una corrente prima culturale poi politica che ha sempre trovato la fonte della propria legittimazione in un riferimento politico estero che una volta era l'Unione Sovietica e adesso è l'Unione Europea.
Questi qui sono stati salvati dal crollo del muro, il salvataggio è stato determinato dal fatto di aver aderito al progetto eurista. E' leggibile questa cosa e anche le città sono scelte, ma la scelta è quella. Quindi loro piuttosto distruggono il paese che distruggere la fonte della loro legittimità come strategia e come tattica continuamente cercano di puttane il paese quando non sono al governo, sperando così di mandare a puttane il governo.
Allora, questa cosa non gli sta succedendo, ve l'ha spiegata Claudio in una diretta molto articolata che ha fatto, mi sembra, cinque giorni fa. Il punto fondamentale, però, è che questo governo ha dimostrato che quando dici di no a quella banda di matti, a quella casual foll che sta diventando, peraltro, oltre che di matti, quando dici di no non succedono catastrofi, non succedono catastrofi. Perché vi faccio presente una cosa.
Il PD, dicendo di sì, ha avuto il commissario all'economia, ma noi lo abbiamo sempre definito, e poi la stampa anche lo definì, un commissario commissariato, perché Gentiloni era commissario all'economia, ma era commissariato dal vice presidente Dombrovskis. Cioè aveva uno che lo controllava, non so se è chiaro il concetto, e, dicendo di sì, quella Italia non aveva avuto un vice presidente esecutivo. Dicendo di no, questa Italia ha avuto un vice presidente.
Certo, se Fitto avesse avuto, oltre alla vice presidenza, anche il portafoglio all'economia, sarebbe stato un successo clamoroso. Si può sempre dire che la coesione non è così importante, che l'economia è più importante, eccetera. Si può dire di tutto, anche perché vi ricordate che il marker del sempliciotto è dire che la politica è fare il bene comune.
Vi ricordo che questo è il marker del sempliciotto, perché il sempliciotto non vi dice mai che cosa è comune. Comune di solito è quello che pensa lui, perché il sempliciotto tipicamente pensa di essere intelligente, e il bene in politica non ha alcun senso, perché in politica le categorie che hanno un senso sono il possibile, quello che si può fare e il meglio, perché l'elettore vuole comunque che tu faccia di più. Se la strada dove sto adesso muovendomi per raggiungere la commissione morte, che è una strada, un lungotevere, dove è stato rifatto l'asfalto da Gualtieri per sua bontà, fosse stata… Sicuramente a qualcuno va bene, sicuramente a qualcuno la vorrebbe la steccata d'oro, d'accordo? Dopodiché, siccome sull'oro magari quando piove si scivola, qualcun altro la vorrebbe di oro zigrinato.
Il bene comune è una gigantesca scemenza, la cosa importante è avere il meglio, e certo che anche nel caso… Ma perché? Io ho consuetudine, cercando di non disturbare, e conosco da tempo il ministro Fitto, con cui i rapporti sono cordiali. Sarei stato contento se avesse avuto il portafoglio all'economia, ma avrebbe anche potuto essere della commissione, o perché no, presidente dell'ONU, imperatore della galassia, c'è sempre… Ma il punto qual è? Che dicendo di sì noi avevamo zero vicepresidenze e un commissario dimidiato, e dicendo di no abbiamo avuto una vicepresidenza e un commissario alla coesione. Voglio ricordarvi che il tema della coesione, e anche il tema del PNRR, è un tema strategico per tanti punti di vista, infatti perché stanno lì con il fucile puntato a dirgli a Biura devi dire di essere europeista? Perché? Perché la coesione smuove una quantità rilevante di fondi, amici cari, e la coesione sui territori è molto importante, ha delle ricadute, è quella roba che ci ridà in soldi dicendoci come dobbiamo spenderli.
Quella è la coesione, mi spiego? Ci siamo? Quindi era importante avere un commissario all'economia che ha accettato, proposto, propugnato tutte le puttanate che sono state fatte in campo bancario, ad esempio dal calendar provisioning in giù, adesso non entro nei dettagli tecnici, poi magari chi segue statica cosa stiamo parlando, tutte le norme distruttive per le nostre banche che pure hanno retto l'urto, ecco, era più importante quello o è più importante avere un vicepresidente che ha un portafoglio comunque importante? E come è stato ottenuto questo dicendo no? Ed era il primo no? No, era il secondo no, perché il primo no è stato detto sul MES e dopo il no sul MES per i tonti, per gli imbecilli che continuano a imbellere non volendo studiare la cazzo di economia che è fondamentale per capire che cosa succede in una unione economica, per quei cretini lì sarebbero successi sfracelli, lo spread sarebbe andato alle stelle, senza capire che, esattamente come nel caso del debito comune, è accedere alla misura che asseritamente ti mette in salvo che provoca il disastro, perché nel caso del MES vi ricordate che c'era il tema che nel MES riformato sostanzialmente sarebbe stato emesso un ulteriore rating da parte dell'organismo, da parte del Fondo, sui debiti degli stati sovrani. Nel caso del debito comune, come ha spiegato molto bene Claudio, un debito che viene garantito dalla Commissione Europea, teoricamente acquisisce una seniority maggiore, il che significa automaticamente un declassamento implicito e quindi un maggiore spread sui debiti dei singoli stati nazionali, che vengono tutti visti come sostanzialmente più deboli dello statone europeone. Questo è il punto.
Insisto su questo aspetto qua, non mi interessa tanto, perché finché la studio solo io ho un vantaggio comparato che gli altri studino l'economia. Direbbero meno scemenze se la sapessero, se sapessero quattro cose di base, ma va bene così, preferisco sinceramente che gli altri dicano scemenze, visto che poi fondamentalmente sono diventato Presidente di Commissione Bicamerale per il fatto di non aver detto delle scemenze. Quindi meglio così, altrimenti sarebbero loro al posto mio dove rosicano perché non ci sono poverini, ma ahimè.
Non mi interessa tanto questo. Il punto veramente fondamentale è che quello che è successo ieri dimostra che non tanto che si può dire di no, ma che si deve dire di no se si vuole ottenere qualcosa in Europa. E questo noi ve lo abbiamo detto per lunghi anni e decenni, perché era quello che vedevamo noi che essendo europei, cioè non avendo le fette di prosciutto dell'europeismo sugli occhi, guardavamo le dinamiche degli altri paesi che riuscivano ad ottenere qualcosa, sempre qualcosa più del nostro paese, dell'Italia, come? Dicendo di no.
Ed è questo è stato l'errore tremendo del PD. Nel terrore di perdere spazi di agibilità politica e quindi spazi di sopravvivenza euro garantiti, ha sempre fatto dire al paese di sì, mettendo il paese in una postura di debolezza e di subalternità che non ci ha assolutamente aiutato. Ora è evidente, ora abbiamo la controprova.
Prima potevano essere le fanfaluche di un docente di provincia che sa solo l'economia, non sa a geopolitica, non sa a scienza politica. Invece no, adesso cari abbiamo anche il riscontro fattuale. Di no si può dire e di no si deve dire se si vuole ottenere qualcosa.
Certo, se non si vuole ottenere niente perché quello che ti interessa è il tuo destino personale, che è indubbiamente facilitato dal dire di sì, allora il discorso cambia. A questo proposito, permettetemi di ribadire un concetto che vedo che non passa. Siccome a un tavolo non puoi dire no su tutto, la scelta era diciamo no al MES o diciamo no alle regole e la scelta è stata dire no al MES, perché il MES era la riforma del MES ovviamente, era la minaccia più concreta ed immediata.
Le regole non sono una minaccia concreta ed immediata, le nuove regole non esistono e anche qui se uno sa l'economia lo capisce, se uno non lo sa no. E perché non esistono? Non esistono perché chi legge i fondamentali macroeconomici sa che Francia e Germania hanno un bisogno disperato esistenziale di violare le nuove regole, perché altrimenti non ce la fanno e quindi noi non dobbiamo fare nulla se non aspettare che siano loro a chiedere l'abolizione, la mitigazione di queste regole o semplicemente a violarle come hanno fatto, ma quando lo hanno fatto le altre volte c'era un dato che ci metteva in soggezione, che ci creava un problema. E qual era questo dato? Era che eravamo governati dal partito della subalternità totale, dal PD, da un partito incapace di dire, di rivendicare in Europa pari dignità per il nostro paese.
Provino adesso a violare le regole, adesso hanno lì qualcuno che gli può dire, in particolare un vicepresidente esecutivo, e no cari, se per voi funziona così, funziona così anche per noi. Non so se mi sono spiegato, vi lascio che devo andare in commissione.
Puoi ascoltare la diretta di Alberto Bagnai cliccando su questo link.
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