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Sto leggendo con un certo divertimento alcuni commenti all'ultimo post del mio blog, l'ultimo post adesso alle 19 di oggi, perché poi vorrei scrivervi su altra materia, in cui prendendo spunto dall'ultimo comunicato stampa dell'Istat sul mercato del lavoro, prendo le statistiche del tasso di occupazione e del tasso di disoccupazione e le sito in un contesto storico più ampio. Normalmente il formato dell'Istat prevede che nei documenti di accompagnamento alle statistiche si pubblichino i grafici degli ultimi 5 anni, perché questo consente di avere una rappresentazione abbastanza dettagliata dell'andamento mensile delle statistiche, che è utile ai fini congiunturali e adesso si affiancano dei file che sono scaricabili dal sito, dove invece hai 20 anni di statistiche o per non sbagliare ho messo quasi 50 anni di statistiche sul tasso di occupazione per poter argomentare che effettivamente in questo periodo stiamo registrando un massimo storico del tasso di occupazione, ora ovviamente io non posso andare più indietro di quanto mi consente la disponibilità delle serie storiche dell'Istat, che quelle pubblicate sul sito partono dal 77 a cadenza trimestrale, volendo potrei andare più indietro fino al 70, perché ovviamente negli anni 90 erano disponibili dati indietro fino al 70 e io ovviamente le avevo, facendo questo lavoro si potrebbero mettere insieme, quindi 54 anni di tasso di occupazione. Il tasso di occupazione risulterebbe la stessa cosa, cioè che adesso il tasso di occupazione è quello più alto storicamente sperimentato e qui si vede attraverso il prisma di questo dato, si vede così lo spettro della stupidità umana in tutti i suoi colori, innanzitutto ci sono quelli che ovviamente pensano che è giusto che sia così, perché è giusto pensarlo, è di essere sul blog di un politico che quindi tifa per il suo governo e quindi il tasso di occupazione è alto, ma l'occupazione è di buona qualità, ma io sto male, ma mi pagano poco etc., mi rendo conto che è tanto difficile che non dovrei neanche chiederlo a chi si avvicina al lavoro del me economista, capire che è banalmente il lavoro del me economista, che è un lavoro che si sviluppa nel tempo e che è un lavoro dove certi punti sono assodati e quindi non c'è bisogno ogni volta di andargli a spiegare, se io dico che per la sinistra è un problema che adesso il tasso di occupazione sia alto, sto dicendo una cosa che ho detto tante volte e che non significa che questo governo sia particolarmente bravo, non ho né un particolare interesse, non è questa la metrica, significa fondamentalmente una cosa, quella che ci siamo detti tante volte, che dopo che la sinistra ha fatto il lavoro sporco, dei tagli, dell'austerità, quel lavoro che adesso dice di non aver fatto, ma che tutte le statistiche economiche le attribuiscono, perché sono stati i governi a trazione Pt, da quello molti in poi, a tagliare gli investimenti, a far innalzare il tasso di disoccupazione per far scendere i salari, per riequilibrare la bilancia dei pagamenti rendendo i beni italiani più convenienti di quelli dei partner commerciali.
Che è successo questo, anzi che sarebbe successo questo? L'avete saputo da me nel 2011, prima che succedesse, che mi veniate a spiegare dopo nel 2024 che i salari sono bassi, a uno che vi aveva detto che si sarebbero abbassati e ci sono ancora sul blog i commenti di quando mi dicevate no, non può essere, non sarà vero, i salari non si abbasseranno, perché c'è anche questo tipo di dibattito, se voi andate, il blog sta lì, ma non dico per rivendicare l'eccellenza di un'analisi, che torno a dire che era abbastanza banale, ve lo dico più che altro per mettervi in guardia contro certe dinamiche dell'interazione umana, neanche del dibattito, penso che molti di quelli che si affacciano al blog non siano neanche in grado di rendersi conto esattamente, ma non entro in questo, dinamiche dell'interazione umana, tutti noi, anche io, quindi mi sento come se non vi sto giudicando, non sono il vostro giudice, non sono il vostro confessore, sono io che mi confesso a voi, anche io parto molto spesso dal pregiudizio nei riguardi del mio interlocutore, quello che io so o credo di sapere del mio interlocutore condiziona il mio giudizio su di lui, poi naturalmente ognuno di noi ha più o meno strumenti culturali e umani per valutare l'umanità di chi è di fronte, ma se parti con il pregiudizio perdi un pezzo della persona che hai davanti, quelli che in questo momento stanno cercando di spiegare a me, quello che aveva annunciato che sarebbe stata fatta, che è stata fatta deflazione salariale, quindi i salari sono bassi e quindi non dobbiamo essere troppo contenti se il tasso di occupazione è alto, lo so, però perdono il senso del mio ragionamento, il mio ragionamento è che la sinistra ha fatto il lavoro sporco, ma per una lezione ricorrente della storia non può godere dei suoi benefici, in questo momento l'Italia è in una posizione competitivamente forte, il tasso di occupazione sta salendo verticalmente, i salari seguiranno, perché seguiranno, perché i salari seguiranno. Poi dopo sui salari facciamo un discorso e lo facciamo con i numeri, ma la lezione che voglio fare è che secondo me si impara da questi dati, il problema della sinistra, il problema di non essere lei al governo, quando il lato positivo dell'essere arrivati nel posto giusto, cioè quello di un'economia con fondamentali relativamente solidi, attraverso il percorso di un'economia con fondamentali relativamente solidi, attraverso il percorso sbagliato, cioè attraverso quello della deflazione salariale, anziché attraverso quello della svalutazione del cambio nominale, questo lato positivo la sinistra non può coglierlo, la lezione politica che vorrei dirvi è che chi fa il lavoro sporco lo fa sempre per un altro, non lo fa mai per sé e si realizza così la cosa che scrissi il 27 agosto 2011 sul manifesto che era, come qualcuno ricorderà, le politiche di destra alla fine avvantaggiano solo la destra. Ora lo capite, compagni, che avete lavorato per noi? Noi ve ne siamo grati perché adesso ci sono da sistemare due o tre cosette, da sistemare un problema distributivo piuttosto importante, ma la situazione, ne sono certo, nell'aggregato non è così catastrofica come gli aneddoti di quelli che vengono nel blog del Senatore d'Alega pensano, ma questo è bagatellare, a me interessa il problema di metodo, chi si china come si è chinata la sinistra, come si è chinato il PD alle logiche dell'austerità, fa la fine che fa chi si china, è inutile che entri nei dettagli, siamo ancora in fascia protetta e chi in politica fa il lavoro sporco, chi manganella i lavoratori metaforicamente, non lo fa mai, non lo fa mai, è chiaramente ben inteso, chi manganella il proprio elettorato di riferimento, perché adotta provvedimenti o aderisce a un progetto politico che va radicalmente contro, che è diametralmente opposto agli interessi di questo elettorato, si ritrova a pagarne il fio e si ritrova a dover cedere lo scetto agli altri e fra l'altro questo potrebbe anche essere eletto in termini astratti come una dimostrazione di responsabilità politica, come la manifestazione del fatto che il PD non ha ceduto alle sirene del consenso, ma si è fatto legare come Ulisse all'albero della nave per mantenere la rotta verso che? Mantenere la rotta verso dove era, perché il Pil è rimasto a 20 anni fa, quindi noi a distanza di tempo e nonostante anche quel grafico lì, quello che fa vedere che il Pil è piatto e non cresce, lo abbia pubblicato per la prima volta su un articolo del Fatto Quotidiano nel 2016, quindi sono 8 anni che ci dovrebbe essere una consapevolezza del fatto che abbiamo un problema sotto quel profilo, quindi noi continuiamo a, noi ora siamo in condizione o ulteriori 8 anni dopo di capire che questo sacrificio del consenso non ha nulla di eroico, la sinistra non ha buttato via il suo consenso con le politiche di austerità in nome di un superiore interesse, perché questo superiore interesse non si è manifestato e qui non si può applicare il solito schema, cioè che ce ne voleva di più, perché oggi tutti dicono che l'austerità è stata un errore che non ce ne vuole di più, ce ne vuole di meno, mi spiego? Quindi noi in realtà dal punto di vista dialettico abbiamo fatto dei progressi nella descrizione e nella comprensione dei fenomeni, almeno gli hanno fatti questi progressi quelli che hanno avuto l'umiltà di lasciarsi alfabetizzare, perché vedete a me fa anche un po' specie che mi si dica ma c'è un catalogo di scemenze sotto a quel post che farà brividire, perché uno dice ma il tasso di occupazione è aumentato perché è diminuita la popolazione? Sì certo è diminuita la popolazione e ovviamente siccome il tasso di occupazione è il rapporto fra gli occupati in una determinata classe di età, lì la 15-64 e la popolazione di quella classe di riferimento di età, la popolazione totale tra i 15-64 è normale che se la popolazione diminuisce e verosimilmente è diminuita, il tasso aumenti, ma io ho fatto vedere anche gli occupati assoluti, sono aumentati anche gli occupati assoluti, in Italia non c'è mai stata così tanta gente che ha lavorato, ma per essere occupato basta anche aver lavorato un'ora a settimana? Sì naturalmente, ma gli occupati che vi ho fatto vedere sono in grande parte occupati a tempo indeterminato, con contratti non precari, ora voi conoscete qualcuno che abbia un part time a un'ora a settimana? Un contratto di questo genere nonostante in Italia ci siano 27, 28, 40, non so quanti, credo intorno alla ventina tipologie di contratto di lavoro, perché siamo nel mondo della più estrema flessibilità, un contratto di un'ora a settimana non lo puoi fare se non al nero e allora però non entra nelle statistiche, per cui non stiamo parlando di quella roba lì, ma come dice Landini però quei posti di lavoro sono dei posti di lavoro precari, che è una variazione dello stesso tema, no non è così, perché i posti di lavoro precari, quelli a tempo determinato, quindi i contratti che si rinnovano secondo le solite regole che conoscete, che poi sono cambiate col Jobs in realtà, che poi sono ricambiate, quella roba lì, è in realtà in diminuzione e sono in aumento i contratti a tempo indeterminato, il posto fisso, che non è più fisso come una volta, ma ci siamo qua, quindi tutta una serie di osservazioni che perdono di vista il punto politico che da economista volevo sollevare, ma soprattutto perché non ha particolare senso ragionare sul fatto che effettivamente i salari potrebbero non essere cresciuti e non sono cresciuti, ma scusate, io continuo a capire che qui c'è un equivoco di fondo su che cosa sia il Pil, noi siamo in un'economia di mercato, il che significa che si produce per vendere e che si vende per guadagnare, il che significa in buona sostanza che il valore dei beni prodotti è uguale al valore della spesa effettuata per comprarli ed è uguale al valore dei redditi percepiti da chi li ha prodotti, la definizione del Pil è semplice, c'è una definizione dal lato del prodotto, dove il Pil si presenta come il valore aggiunto dal processo produttivo alle materie prime, c'è una definizione del Pil dal lato della spesa, dove il Pil si scompone nelle componenti di spesa, le famiglie spendono per consumi, le imprese spendono per investimenti fissi, vale a dire per macchinari etc., e c'è un'interpretazione del Pil dal lato dei redditi, dove il Pil si divide fondamentalmente in monti e salari e nel margine operativo delle aziende e dei profitti, si divide in salari e profitti, ma è lo stesso Pil, il Pil che vale 100 e che può essere questo 100, che vi posso dire 70 produzioni di servizi, 25 manifattura e 5 agricoltura, così come può essere 70 consumi, 10 investimenti e che vi posso dire siamo arrivati a 80, 20 esportazioni nette, così come può essere questo 100, fatto 100 il Pil, può essere che vi posso dire 65 salari e 35 profitti, sempre somma 100 e fatto sta che se quella somma non cresce, significa che non è cresciuto il valore aggiunto prodotto dalle imprese, significa che non è cresciuta la spesa fatta per comprare quei prodotti e significa anche che non sono cresciuti i redditi guadagnati da chi ha partecipato, percepiti da chi ha partecipato al processo produttivo, è la stessa cosa, quando vi faccio vedere l'elettro reddito, quello è un elettro reddito gramma piatto, cioè è piatto, non cresce, potrebbero crescere i salari con un Pil piatto solo se i profitti subissero una compressione eccessiva, ma non mi sembra che in questa fase storica i rapporti tra lavoro e capitale siano tali da far perdere al profitto una quota distributiva importante per garantire una crescita dei salari nel momento in cui il monte complessivo dei redditi da lavoro o da capitale rimane identico a se stesso per 20 anni, perché identica a se stessa per 20 anni rimane la produzione, perché identica a se stessa per 20 anni rimane la spesa, quindi è assolutamente ovvio che i salari siano bassi, perché sono fermi a ovviamente 20 anni fa e magari anche perché sono diluiti, questo ci sta, in un numero maggiore di occupati, ma io questo lo so, non è che ci sia una grande, non ci vuole una grande scienza, non nego questo nel momento in cui vi dico che ci sono delle statistiche che manifestano, presentano con questo governo dei record storici, dopodiché adesso facciamo anche il disegnino e lo mettiamo sul grafico di come sono andati i salari in termini reali negli ultimi X anni, ma lo sappiamo come sono andati, perché i salari seguono la produttività e noi sappiamo quando è che la produttività ha smesso di crescere intorno alla fine degli anni 90, abbiamo anche avanzato delle ipotesi sul perché, però il problema è che adesso questo tipo di patologia qui non ce l'abbiamo più noi, ce l'hanno gli altri e è il motivo per il quale per esempio questa mattina i giornali si raccontavano che i Btp italiani sono tanto appetiti dai mercati, che lo spread è tanto basso etc., etc., etc., ci interessa il giudizio dei mercati? Io sono del parere che non se ne dovrebbe avere bisogno, però visto che siamo in un sistema nel quale se ne ha bisogno è ovviamente meglio per tutti che questo giudizio sia positivo, perché ci evitiamo di sprecare tante risorse nella difesa da attacchi speculativi o di altra natura e possiamo andare avanti in modo ordinato.
Ma torno a dire, il problema della sinistra che volevo evidenziare nell'ultimo posto era quello che avevo evidenziato nel primo posto, che poi era un articolo che fra l'altro non era neanche pubblicato sul mio blog, ma era pubblicato su un giornale di estrema sinistra, cioè il fatto che il lavoro sporco in politica lo fai sempre senza volerlo naturalmente contro la tua volontà, ma lo fai sempre a vantaggio degli altri, è una lezione che dobbiamo comprendere, imparare, fare nostra per evitare di fare lo stesso errore. È vero che la sinistra, in particolare il PD, ha perso molta credibilità e sta ancora contribuendo a perderla nelle forme che tutti vedete, combattendo delle battaglie che hanno un senso meramente identitario, questo è vero, però se quelli che si sono rivolti a noi perché sono stati delusi dal PD, verranno delusi da noi, poi un domani se esisterà il PD si rivolgeranno al PD, questo ce lo dobbiamo sempre ricordare, ma ci dobbiamo soprattutto ricordare che cosa è stato il PD e ce lo dobbiamo ricordare da qui all'inizio di giugno, che è il momento in cui potremo restituirgli la cortesia. Grazie per la vostra cortese e seconda attenzione.
Puoi ascoltare la diretta di Alberto Bagnai su Facebook cliccando su questo link.
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