Durata della diretta: 28 minuti e 14 secondi
Buongiorno, stiamo andando a fare il nostro lavoro che è quello che Openpolis non ci riconosce come tale, cioè essere in condizione, perché Openpolis è quel progetto di disinformazione per cui il lavoro del parlamentare consiste e si esaurisce nel votare in aula, però ci sono anche le commissioni, ci sono anche le audizioni dove non si vota, c'è un'attività di sindacato ispettivo, di studio che non viene minimamente presa in considerazione. La visione del mondo di questi progetti di disinformazione è fondamentalmente la stessa che altri progetti più o meno formali di disinformazione hanno, per esempio del mondo dell'insegnamento. Un parlamentare come un insegnante, secondo loro, lavora solo quando dà i voti, ma non lavora quando spiega agli altri le cose, un parlamentare deve farlo molto spesso, in questo momento io lo sto facendo con voi, incidentalmente, e non lavora quando studia le cose.
Immaginate cosa significa presiedere una commissione fatta da 20 casse previdenziali privatizzate, ognuna delle quali ha i suoi statuti, i suoi regolamenti, fa come gli pare in virtù del sacrosanto principio della libertà di iniziativa privata, essendo state privatizzate, ma ognuna delle quali è anche sottoposta a un intricatissimo sistema di controlli di cui io faccio parte, essendo comunque istituzioni private che nascono per tutelare un diritto costituzionalmente garantito. Questa attività, una commissione di questo tipo, tu puoi gestirla in due modi, se la gestisci in modo turistico ci investi poco tempo, ma se vuoi capire quello che stai facendo, quello che succede, se vuoi, come è tuo dovere, acquisire informazioni e nel caso in cui rilevi delle anomalie, ma devi capire che sono delle anomalie, quindi devi aver studiato, riferirle ai ministeri vigilanti, allora devi studiare, però naturalmente questo studio, esattamente come lo studio degli insegnanti per tenersi al passo con gli sviluppi delle loro materie, non viene considerato un lavoro. Alla base di tutto questo c'è anche l'idea, chiamiamolo così, il fascismo della competenza, può dare un'idea di quello che intendo? Ma intendo che il mito della competenza viene utilizzato sistematicamente per delegittimare le istituzioni parlamentari, l'idea è che Erbobolo, che è buono, in democrazia, se le leggi elettorali non fossero fatte dalla casta col K che è corrotta col K, sceglierebbe, perché Erbobolo è buono, i migliori, con la M maiuscola, una volta l'ha fatto, non è andata benissimo per quelli che l'hanno scelto, è successo tre anni fa, e i migliori sarebbero i conbedenti con la N, cioè quelli che hanno un dottorato in ognuno degli ambiti tematici delle tre o quattro commissioni in cui un parlamentare deve stare, perché Erbobolo nella sua infinita saggezza ha amputato gli organi della propria rappresentanza.
E' un popolo molto filosofico, diciamo che anche Abelardo, se sapete chi è, fece una cosa simile, e quindi quando c'è il parlamentare che non sa i congiuntivi o che deve studiare le materie di cui si occupa, è un incompetente e quindi il Parlamento non funziona. Fondamentalmente alla base di tutto questo c'è l'idea dell'oligarchia degli scienziati. Questo però non ci interessa molto, se non il fatto che è in qualche modo assonante con la riflessione che volevo fare.
Ho visto che questa mattina affacciandomi sulla putrida cloaca di Twitter c'è qualcuno che propone una lista che si chiama Stati Uniti d'Europa, e quando vedo questa roba qui a me viene molto da sorridere per due motivi. Il primo è che proprio come scelta di marketing, come brand si direbbe, come marchio di fabbrica, Stati Uniti d'Europa è una dichiarazione in qualche modo disarmante nella sua ingenuità di subalternità culturale a un modello che tutto è. Tranne che è nostro, quello degli Stati Uniti d'America, che sono una cosa che non capisco perché non l'ho studiata, sulla quale non esprimo particolari giudizi, ma che ha avuto un percorso storico che più o meno conosciamo in quanto ne siamo stati colpevoli, essendo stata scoperta da un genovese battezzato da un fiorentino, ed è molto diverso questo percorso dal nostro. Quindi disarmante dichiarazione di subalternità, cioè la nostra storia o non va bene, va cancellata, perché le istituzioni che ha prodotto vanno sostituite con istituzioni che appartengono a un diverso contesto culturale, storico, politico e geografico, se non c'è negazione di questa storia, c'è comunque l'idea che si debba fare questo esperimento di innesto di un modello altrui nel nostro corpo, cosa può andare storto.
Quindi questo è un primo pezzo. L'altro pezzo è che il modo in cui questo marchio subalterno ci viene proposto, ci viene proposto come in realtà compimento di un nostro percorso, cioè gli Stati Uniti d'Europa sono la manifestazione del più Europa. La domanda che dovremmo porci è se la cosiddetta Europa, cioè l'Unione Europea vada nella direzione di un progetto federale.
Ieri mi si è avvicinato uno, ovviamente senza dirmi chi fosse, senza dirmi perché lavorasse, senza dirmi chi era. Questa è una questione che a me spiace. Io sono in politica da sei anni e però partecipo al dibattito pubblico da 14 anni, quindi la maggior parte della mia vita pubblica l'ho passata fuori dalla politica.
L'ho passata a fare divulgazione, analizzare scenari e a dire cose che, tutto sommato, forse avevano un loro interesse per il semplice fatto che sono state dette col segno di prima. La data del 16 novembre 2011 dicevo che le politiche di austerità avrebbero fallito. Tutti questi maleducati, perché sono maleducati, uno che viene da te e ti dice posso disturbarti, disturbandoti senza presentarsi, per me è solo un maleducato.
Tutti questi maleducati all'epoca sostanzialmente lavoravano perché tesi come la mia, che non sostenevo da solo, ma sostenevo con un minimo di autorevolezza derivante dal mio percorso scientifico e dalla mia capacità dialettica, non è che dicessi cose particolarmente originali, ma il lavoro di questi maleducati era silenziare le voci critiche. Adesso questi maleducati cialtroni che fanno vengono da me non per chiedermi che cosa ho da dire di quello che succederà fra quattordici anni, qualcosa da dire ce l'ho, ma lo dico a voi nel blog quando capita. Vengono per mettere disdania, stupidamente, perché tanto non ci riescono, quindi gli torno in faccia, a me questa cosa non fa neanche rabbia, fa tristezza che il ruolo di una istituzione informale, ma non per questo meno essenziale per la democrazia come la libera stampa, è diventato da una manica di cialtroni a quello di mettere disdania fra rappresentanti democraticamente eletti.
A questa cosa non mi rassegnerò mai molto facilmente, la trovo un segno di scadimento culturale, etico, veramente avvilente. Il tema del contendere era che si è poi riunito il direttorio, quel gruppo che Salvini ha messo su per riflettere e organizzare le idee intorno al programma per le elezioni europee. Dicono che io faccio parte, e in effetti vi faccio parte, e in effetti stanno anche lavorando, ma saranno anche fatti nostri detto fra noi.
Nel dibattito interno su questi temi è emersa una riflessione molto interessante, c'è una differenza fra Stati Uniti e Unione Europea che è talmente evidente che non si vede. Stati Uniti sono fatti di istituzioni centrali che più o meno funzionano, esempio la Fed più o meno funziona, una delle tante manifestazioni del suo funzionare è che il suo presidente ha ribadito ieri o pochi giorni fa con forza che la Fed non vuole fare politica climatica. E' esattamente il contrario di quello che la Presidente di un'istituzione che funziona male, la BCE, ci va dicendo.
Si entra molto nella politica climatica, si eroga il credito a chi non produce CO2, a chi non è in zone a rischio ambientale. Un'azienda delle aree interne del nostro Paese si vedrà praticare tassi di interesse più elevati o negare il credito per il semplice fatto di essere una nazionale. Si va verso questo mondo totalmente distoppico.
Anche su temi etici di rilevanza estrema, di rilevanza capitale, faccio l'esempio più banale e trascuro il tema della tassazione nazionale versus tassazione federale, che è pure un tema importante. Ci sono stati che hanno la pena di morte e stati che non ce l'hanno. E' un livellamento totale di tutti gli standard e di tutti i modelli di governance, di tutti gli assetti.
Per cui, per esempio, con la scusa del cosiddetto Stato di diritto, che non si sa bene che cosa sia, è lo Stato che fa quello che vogliono loro, continuamente interferisce nel processo politico degli stati membri. E' altro che autonomia di stati che decidono da sé su cose anche particolarmente importanti e pregnanti. Quindi si comporta come uno Stato etico che vuole uniformare realtà che hanno percorsi molto diversi, perché hanno radici molto lunghe nella storia, risalgono un pochino prima che quattro secoli fa.
E' un cambio di questa operazione di livellamento e di svuotamento del senso di un'autonomia delle istituzioni che tutto sommato non funzionano. La metafora degli Stati Uniti d'Europa non è solo subalterna, ma è anche falsa. I Stati Uniti d'America funzionano in quel modo lì.
Istituzioni federali forti e grande variegato spettro. Lo si è visto ad esempio, banalizzo, nella gestione del Covid per esempio, ci sono stati tanti approcci diversi fra i singoli Stati. Anche da noi entro certi limiti, però sapete che c'è uno scandalo che sta azzoppando il candidato di punta dei popolari, la signora von der Leyen, che era riferito all'acquisto centralizzato.
Quindi vedi alla voce istituzioni centrali inefficienti. D'altra parte l'inefficienza delle istituzioni centrali si vede in ogni singola crisi. Pensate al tema del price cap.
Noi abbiamo sempre sostenuto che il tema della necessità di mettersi insieme per essere più grandi in un mondo fatto di grandi fosse un tema sostanzialmente truffaldino e i fatti ci hanno dato ragione. Quando si è trattato di andare a dire che il prezzo sul gas è quello che diciamo noi perché altrimenti non lo compriamo, i venditori hanno detto che chi se ne frega lo vendiamo a degli altri, non siete abbastanza grandi da essere rilevanti. Quindi questo gioco di fare a chi c'era più grosso il volume del pil o la dimensione della popolazione è un gioco stupido che ci ha danneggiato perché ci ha impedito invece di sviluppare quello che era effettivamente il nostro punto di forza, cioè l'intelligenza, la possibilità, l'intelligenza complessiva intendo dire a livello culturale, tecnologico, l'essere stati gli inventori del modello dell'università, del modello di ricerca scientifica, l'avere una manifattura che è all'avanguardia tuttora ancora per un po' in settori anche di nicchia.
E' la capacità di maneggiare un livello di comunicazione archetipico, la popolazione si divide però semplicemente secondo le informazioni, secondo la visione un po' superficiale che si ha dell'umanità in due, l'altra metà dell'umanità che vorrebbe averlo più grosso e l'altra metà dell'umanità che vorrebbe che l'altro l'avesse più grosso, mettiamola così. Quindi dire noi faremo una cosa grossa tocca delle corde fondamentali, tocca delle carenze, ecco qui ci sono delle persone che si sono comportate in modo imprudente, questo ci farà arrivare tardi, per esempio alle minisballe che si comprano la macchina grossa, alla fine tanti cittadini hanno comprato un progetto politico grosso, o per meglio dire è stato ed è tuttora facile vendere ai cittadini un progetto politico grosso, perché fondamentalmente svolge una funzione di supplenza, di compensazione rispetto ad altre carenze reali o percepite che siano. Poi quando vai a misurarti con la realtà, vedi che questa logica delle economie di scala in realtà all'atto pratico non funziona, non funziona perché quando c'è un'emergenza che richiede per esempio di procurarsi un farmaco, l'essere grossi, centralizzati determina paradossalmente una mancanza di trasparenza, una fragilità rispetto a processi corruttivi che forse in un contesto decentrato sarebbe stata più facile da individuare, anche perché magari ci sono istituzioni nazionali che sono più efficienti di istituzioni centralizzate, non funziona perché quando un altro tipo di emergenza richiede in teoria di fare massa critica per acquisire altre risorse strategiche, risorse di carattere questa volta energetico e non farmacologico, ti rendi conto che in realtà la dimensione comunque non potrà mai essere quella ottimale perché quelli che per anni ci hanno detto che oggi c'era la Cina non si erano accorti di quanto fosse effettivamente grande la Cina, questi sono quelli degli Stati Uniti d'Europa.
Sono persone che ci mandano a sbattere, d'altra parte il fatto che il principale vantaggio, la principale economia realizzata dal progetto europeo sia l'economia del lobbismo, nel senso che i lobbisti e in generale i corruttori hanno un unico campanello al quale suonare in un contesto di questo tipo, abbiamo sempre fatto questa ipotesi e torno a dire che secondo me quando la storia della rivoluzione Green sarà scritta, prima la rivoluzione Green deve terminare, è mezza morta ma sta rantolando. una subalternità rispetto a pensieri messi in circo, rispetto allo spirito del tempo, che però in alcuni casi sicuramente è stata assistita, molto probabilmente è stata assistita da mazzette dei venditori del verde, dei venditori dei pannelli etc., ecco questo è il progetto che viene riassunto nel brand degli Stati Uniti d'Europa, ognuno può giudicare da sé se sia un marchio vincente o se sia il marchio della bestia. Io sono arrivato in Porto, formeggio e vado a non lavorare, perché vi ricordo che ci sono persone per cui presiedere un'audizione di Confindustria è non lavorare, sono gli eredi spirituali di quello che parlava
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