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Diretta di Claudio Borghi del 12/04/2024 - Il club notturno dell'arte 10 (fuori orario)

 Durata della diretta: 26 minuti


Buongiorno, faccio il video sinceramente perché avevo iniziato a scrivere, ma non capisco se parte quando inizio a parlare oppure se parte dopo, vabbè comunque non importa. Saluti, buongiorno, faccio un video perché capisco Tor che la cosa non è al momento interessante, ma spero che lo diventi. Faccio il video perché avevo scritto un post lunghissimo per spiegare alcune cose relative alla mostra che inaugura domani al Museo Marte di Roveretto, che è probabilmente il secondo museo d'arte moderna più importante d'Italia, dopo la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e poi mi si è incinerito nel telefonino, quindi sono in disappunto di doverlo riscrivere, preferisco fare un video e lo faccio sintetico.

Voglio dire che Sgarbi è stato, come al solito, molto furbo nel riuscire a far parlare di sé, il fatto che abbia deciso di chiamare la mostra Piatta Piatta Arte e Fascismo, ovviamente ha fatto scattare i vari antifa di Pavlov, che ha osato fare fascismo e così via, e ovviamente già si sprecano i commenti totalmente fuori luogo. In realtà il punto è che in realtà lui ha semplicemente portato a termine in modo esplicito un percorso che era già iniziato da un po' di tempo, ma per un motivo semplice, cioè quasi tutta la produzione artistica italiana, dalla fine della prima guerra mondiale alla fine della seconda, per 60 anni non esistita, non doveva esistere, non c'era. Ma voi capite che è impossibile, ma è impossibile anche perché erano e sono stati anni di enorme importanza per l'espansione, la creatività dell'arte in Italia, un filo continuo che partiva dal futurismo.

Cioè in Italia c'era il futurismo e anche lì ci hanno pensato cento volte prima di dire che facciamolo, sdoganiamo perché, oh Dio, cattivi cattivi futuristi, magari c'entra quel fascismo quando in realtà il futurismo è iniziato prima della prima guerra mondiale, quindi non poteva centrare nulla. Ma in realtà il filo che dal futurismo passa all'arte del ventennio, al razionalismo e dal razionalismo al design, a tutte le cose che noi adesso consideriamo come importanti, fondamentali e alla base della nostra cultura artistica del Novecento italiano, non si poteva nasconderlo più. Non si poteva nasconderlo più, è inutile continuare a dire no, non esiste, non è successo niente.

Non è successo niente perché erano cose talmente belle che tanto saltavano fuori, non potevi continuare a nasconderle come sotto una coperta e alla fine ovviamente nella cultura le cose succedevano soltanto se arrivava l'input dal PD o da una delle sue propagini, ricordate che il PD non governa con i deputati, con i senatori, con i parlamentari, il PD governa come sistema. Nella cultura la cosa è quasi omogenea, non c'è nulla che veniva fatto se il PD non volesse. Allora a un certo punto quel tipo di atteggiamento lì aveva già dato un segnale importantissimo e il segnale importantissimo era ovviamente per essere compreso, perché vedete l'arte è il mondo dell'arte, ha dei codici che sono sottili, che devono essere capiti, devono essere visti.

In quel caso anche il segnale di chi per primo ha dato il messaggio era importante e è stato nel 2012 quando nel museo, nell'istituzione culturale più piddina di tutte che è Palazzo Strozia Firenze, per intendersi quello che si metteva sulla facciata i canotti dei migranti di Highway Way, nel 2012 fece la mostra questa qua intitolata esattamente su quel periodo storico, bellissima come mostra, sono stato a vederla e oggettivamente era meravigliosa ed era intitolata Anni 30 le arti in Italia oltre il fascismo, quindi vedete cos'era l'idea, l'idea era dire bene non possiamo più nasconderla, dobbiamo farla vedere, accertiamoci di dire che stiamo parlando di una cosa che è oltre, è altro, c'era sì il fascismo ma c'è l'arte oltre il fascismo, ma va bene c'è già qualcosa, quindi Realismo Magico, Donghi, Funi, Sironi, la famiglia di Sironi è un quadro pazzesco, vedete il Vilt, questo è il famoso busto di Ferrari che era l'eroe pilota di aerei, la genialità di Vilt che da una parte fa vedere il viso con gli occhi vuoti perché l'eroe guarda oltre, non si ferma lì e guardate dietro, questo è il retro della testa, una specie di alieno, una figura con l'oro all'interno e con i buchi degli occhi che guardano fuori, una modernità assolutamente incredibile, quindi voi immaginate queste meraviglie che c'erano in quel periodo, tutte iniziate a far vedere nella mostra a Palazzo Strozia a Firenze, a quel punto questo è stato un segnale nel mondo dell'arte molto preciso, se ne può parlare bene, allora se ne può parlare e si è partiti da uno dei musei più prestigiosi d'Europa, vale a dire il Musee d'Orsay a Parigi, nel Musee d'Orsay a Parigi nell'anno 2015, quindi due o tre anni dopo la mostra di Firenze, ecco qua il catalogo della mostra al Musee d'Orsay a Parigi dove venne mostrato al mondo, quindi per la prima volta in Italia diciamo così con la mostra di Firenze, al mondo con la mostra di Parigi, la ricchezza delle arti in Italia in quel periodo, peraltro la curatrice Beatrice Avanzi era la stessa che adesso cura la mostra del Marta a Roveretto, in quel caso si è fatto un passo di più, cioè si è cominciati a riannodare il filo fra l'arte, quindi in ogni caso sempre d'unghi in copertina, comunque a riannodare quell'arte che non si voleva far vedere con quello che sarebbe venuto dopo, vale a dire il design e infatti oltre ai quadri soliti si comincia in questa mostra a parlare di razionalismo, si comincia a parlare di terragni, si comincia a parlare di rodi, radice e per intendersi il coraggio di dire astrazione, razionalismo e di riannodare il tutto al design, vedete questo è il Ro che sta al Museo del Novecento di Firenze e si comincia a parlare anche di design, nell'arredamento è similare, questo era il mio quadro, è tuttora il mio quadro ma era in mostra al Museo d'Orsay con di fianco la sedia modernissima che stava nella stessa sala della Casa del Fascio di Como, quindi vedete che si comincia a parlare, ma guardate il titolo, sempre ancora questo pudore, il titolo fu molto timido quello della mostra al Museo d'Orsay, adesso vabbè voi non lo vedete perché è contrario, comunque dolce vita col punto di domanda, dal liberty al design italiano 1900-1940, quindi un passo ulteriore perché si riaggancia tutto, quindi si va a riprendere l'attacco al design, quindi dal razionalismo al design in quella parte di arte, ma si dice, non si nomina il fascismo, ma si dice dolce vita come dire sì, questa è un'arte bellissima, ma c'è quel punto di domanda che sta a indicare come se ci sia altro, insomma qualcosa di oscuro, che è meglio non parlare, lasciare sospeso come domanda. Alla fine arriviamo all'ultima grande mostra, cosa che fa capire che quindi in questo caso quella del Marte di Roveretto è la quarta, ma capiamo poi perché Sgardi è stato molto acuto e come sempre geniale nel suo agire. La terza mostra molto importante è stata la Fondazione Prada di Milano, quindi luogo della quintessenza della cultura milanese internazionale, quindi Fondazione Prada, un museo enorme, bellissimo, dentro una vecchia fabbrica di liquori, chi non l'ha ancora visto qua a Milano vada, che è sicuramente una delle istituzioni a livello mondiale per l'arte moderna, contemporanea, per l'arte in generale.

Alla Fondazione Prada nell'Italia, non mi ricordo esattamente le date di quando c'è stata, sto cercando semplicemente quello. Comunque è stato tre anni fa, credo, poco prima del covid, forse è stata l'ultima mostra prima del covid, non mi ricordo la data, diciamo che è stata nel 2019. Catalogo della Fondazione Prada e qui si è concluso tutto.

Innanzitutto questa mostra qua alla Fondazione Prada è stata, secondo me, una delle mostre più belle fino adesso del secolo iniziato, quindi del ventesimo secolo. Chi l'ha vista capisce di che parliamo, perché Ceylant, facendo ancora un passino in più, ha avuto il coraggio di far vedere le cose, cioè non appendere il quadro, ma ha avuto il coraggio di far vedere le cose, perché ha basato la mostra sulla ricostruzione degli ambienti con le fotografie. Si prendevano le fotografie d'epoca dove dietro c'era il quadro, come in questo caso, il dinamismo del footballer di Boccioni, e venivano ricreate

Questi atelier di Casabas, di Depero, praticamente si prendono le situazioni dell'epoca, questa è una biennale, ci saranno prampolini e così via, si prendevano le situazioni dell'epoca e prendendo i quadri che erano già rappresentati in queste fotografie, così facendo si faceva vedere cos'era il periodo del fascismo. C'era una ricostruzione della mostra, della grande esposizione internazionale che venne fatta per Casaballa, e a quel punto il quadro singolo entra dentro in quello che era invece una vita reale, quindi durante il fascismo, quella cosa che non si poteva dire, il fascismo, in realtà succedevano cose, c'erano mostre bellissime, c'erano delle situazioni artistiche importanti, c'erano fra i più grandi artisti di tutti i tempi, si inaugurava la casa del fascio di Como, di Terragni con un'architettura unica e folle oceaniche, e cominciavano a mostrare, si vedeva, c'erano le foto e venivano fatte vedere, verso una vera e contestuale storia. Quindi Celant, cos'è che ha avuto il coraggio di fare? Ha avuto il coraggio di rompere quello che era il muro definitivo, ma ti faccio vedere i quadri, ma in realtà no, ecco qui c'è con un sacco di foto e quest'immensità, perché la mostra era immensa, di quadri, statue e così via, tutte fatte vedere com'erano e recuperate con amore e mostrate in un determinato punto, diventava essenziale per mostrare di che cosa si stesse parlando, come e perché.

E in questo caso, vedete, ma anche senza problemi, far mostrare la cinematografia è l'arma più forte, anche situazioni di propaganda e similari ma il coraggio di far vedere un Duomo di Milano con la faccia di Mussolini per la visita che ci fu nell'anno del 1933, tutto questo era oggettivamente senza tipo di precedente, ma era una diretta conseguenza di quello che era stato fatto vedere prima, quindi vedete cos'è stato, allora il PD ha detto va bene se ne può parlare ha fatto una mostra a Palazzo Strozzi, anni 30, esistono, ci sono, no? Dopodiché va al Museo d'Orsea a Parigi quindi fai vedere tutta l'Europa, esistono, e non solo esistono ma è collegato con quello che è stato celebrato fino adesso per dire il design. Qui ri-aggancia la parte iniziale, perché vedete si chiama Zantuntum era la poesia futurista famosa, quasi tutti l'abbiamo viste, studiate a scuola, o similare dopo il futurismo, quindi ri-aggancia un filo che era invece dentro in un buco nero, cosa c'è? Art, Life and Politics Italia 1918-1943, quindi questo è già fatto, ve l'ha già detto lui, quindi significa che dopo il futurismo c'è stato vita, arte, politica, non c'era il buco nero, non c'era una cosa che spariva indipendentemente dai giudizi storici che uno può dare cento volte, ma per l'arte questo era e le anime belle che pensano che l'arte possa essere soltanto quando è democratica, ma ve lo dice uno per cui la democrazia è fondamentale, ma veniamo giù dal pero, ma il Pantone l'ha fatto un imperatore non è che l'ha fatto una repubblica parlamentare, cosa di questo tipo, di che parliamo? Anche il periodo napoleonico, che cosa facciamo? Non ne parliamo perché era un dittatore, ma la torre dei mercati traiano, cosa facciamo? La tiriamo giù perché era un imperatore militare, quindi questa cretinata di dire oddio, allora dato che c'era il fascismo e quindi non bisogna parlare di fascismo, quindi sparisce anche l'arte, sparisce anche il design, sparisce anche un filo importantissimo di cultura e arte che non era mai stato interrotto, è veramente una scemenza e tutta questa gente che è tutto forché di destra, è riuscita a avere il coraggio già di farlo vedere, già di dirlo con questa mostra qui alla fondazione Prada c'era già tutto, quindi si riagganciava dal futurismo prima guerra mondiale, arte durante il periodo del ventennio, razionalismo, fine della guerra mondiale prosegue con il design e in quello che è la vera rappresentazione dell'arte italiana perché tante altre cose sono quasi, quantomeno prima dello spazialismo di Fontana, che è la cosa più originale italiana post-dopoguerra, altrimenti tutto il resto era già più o meno scopiazzatura di cose altrui, ma quel filo, quindi quello che lega dal futurismo a razionalismo, al design e così via è puramente italiano e noi dobbiamo andarne molto orgogliosi, quindi è non solo giusto, è indispensabile che si faccia ricerca artistica che si faccia vedere quello che c'era, anche se faceva paura perché io mi rendo conto che per chi ha costruito una carriera sull'antifascismo a parole, far vedere che in quel periodo c'era anche del bello è una cosa che può dare fastidio ma l'arte è libera, deve essere libera da qualsiasi pregiudizio, da qualsiasi condizionamento, deve poter rappresentare lo spirito del tempo senza esserne responsabile, l'arte rappresenta lo spirito del tempo, lo zeitgeist, e non è responsabile, responsabile sono le scelte dei cittadini, dei dittatori e la storia combattuta dagli uomini e dalla politica, l'arte accompagna questo e non può essere considerata di più, di meno o bene, è libera, quindi o ci arriviamo o veramente non capiamo, e quindi dov'è l'intelligenza di Sgalbi? Beh, semplicemente come fa spesso di dire che il re è nudo, cioè di piantarla con il politico ricorrecto e infatti cosa sceglie per una grande mostra che non so neanche se sarà bella o brutta, so che ci sono alcuni quadri miei, vedete che dietro qua normalmente c'era la fresco di radice, quello che era andato anche alla mostra di Parigi, quindi al Museo d'Orsay, con qualche patema d'animo perché è un quadro delicato, ma l'ho prestato anche per la mostra di Rovereto, c'è un altro mio quadro di Ro e così via, che ripeto ho prestato con gioia, al momento ben sostituito dalla famosa bic di benvenuto quello che avevo nell'ufficio della Regione Toscana, però il fatto che lui abbia avuto quindi il coraggio di chiamare una mostra arte e fascismo, stop, è stato un genio, è stato un genio perché come sempre ha detto ha avuto il coraggio di dire quello che gli altri fra mille giri di parole, allora vedi, di art beyond fascism, al di là del fascismo, dolce vita, punto di domanda, dopo Xantuntum, arte vita e politica in Italia, periodo, ma non si cita la parola innominabile, ecco che invece da domani a Rovereto potrete andare ad ammirare una mostra che adesso poi vi dirò in diretta cosa ne penso perché non è detto che sia bella, insomma magari non lo è, ma credo che sarà bella, non credo che sarà all'altezza anche per una questione di mezzi, credo che la mostra della Fondazione Prada sia costata milioni perché insomma era veramente una cosa assolutamente incredibile, ma in ogni caso prosegue in una doverosa serie di riscoperta, cioè noi non è che dobbiamo andare in Italia, non è che dobbiamo andare tanto a fare gli archeologi, abbiamo l'archeologia che soltanto non troppi anni fa, ormai veleggiamo verso un centinaio di anni fa, basta guardare e scavare la superficie sotto 100 anni per trovare arte, cultura, meravigliosi che sono stati ingiustamente nascosti per 60 anni come se non esistesse. Mi è parso di sentire che Sgarbi vorrà anche fare arte e comunismo, va benissimo, non c'è assolutamente nessun strabismo, niente di male, bisogna semplicemente ricominciare a pensare che l'arte è arte e quindi c'è sempre stata, per cui benvenga questo coraggio di Sgarbi e smettetela prima ancora di iniziare gli antifa di Pavlov, come li chiamo io, cioè quelli che vedono scritta la parola fascismo e partono senza capire neanche di che diamine si parla, perché il percorso era già stato tutto fatto ed è stato tutto fatto a sinistra, quindi niente di nuovo, nessuna idiozia che ha, si parla di queste cose perché adesso c'è il governo dei fascisti e mi sento di poterlo dire in quanto credo di non avere nulla di fascismo, neanche una fibra di fascismo, perché dal mio punto di vista la democrazia è la cosa più importante, ma l'arte c'è, sia che ci sia la democrazia, sia che ci siano le dittature, sia che ci siano gli imperi, quindi un piccolo salto mentale sarebbe semplicemente introiettare questa informazione.

Vi ringrazio, scusate, l'avevo scritto bene su un post, tutta questa cosa, ma capite che se X me lo incenerisce, non appena provo a scrivere, poi dopo prendere e riscrivere duemila battute di post, lo rifarò forse un'altra volta, intanto accontentatevi del video. Grazie.


Puoi ascoltare la diretta di Claudio Borghi su Facebook cliccando su questo link.

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