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Diretta di Alberto Bagnai del 16/04/2024

 Durata della diretta: 18 minuti e 30 secondi


Buongiorno e benvenuti. Volevo fare con voi una rapida considerazione, non particolarmente originale, sulla cifra comune rispetto a certe scelte o a certe voci riferite alla Presidenza della Commissione europea. E' una riflessione abbastanza banale, ma ci aiuta anche a inquadrare i ragionamenti che si fanno, per esempio, sulla elezione diretta di un ipotetico Presidente della Commissione.

Questa elezione diretta dovrebbe presupporre, in linea di principio, una conoscenza da parte dei cittadini, degli Stati membri, delle dinamiche politiche complessive dell'Unione europea. E quindi dovrebbe presupporre che dei cittadini che già hanno difficoltà, anche per colpa nostra del ceto politico, sono pronto a prendermi la immacuata parte di responsabilità, dei cittadini che già hanno difficoltà ad interessarsi alle vicende politiche del proprio Paese, siano però invece disposti a esprimersi con cognizione di causa sulle vicende politiche dell'intera Unione, scegliendo la persona più adatta, e quindi siano a conoscenza e si appassionino alle vicende politiche di altri Paesi, vicende di cui non conoscono i protagonisti, di cui non conoscono le regole, perché così come gli italiani per lo più non conoscono la Costituzione italiana, tantomeno conoscono quella francese, quella tedesca, quella ungherese, quella irlandese, eccetera. Capite bene che è questa cosa assurda, è tanto più assurda se fate caso a quello che vi dirò, che non solo i cittadini non conoscono le dinamiche del processo politico degli altri Paesi, e quindi non possono in qualche modo formulare un giudizio di sintesi come potrebbe essere l'ipotetica elezione diretta di un Presidente della Commissione Europea, di un Presidente degli Stati Uniti d'Europa, diciamo così, per fare contenti i sognatori di Ventotene, ma neanche le elitè sembrano avere un'idea almeno approssimativa di quello che sta succedendo nel resto del mondo.

Ne volete la prova? La prova è evidente, la vicenda von der Leyen. Che von der Leyen fosse bollita era evidente a chiunque europeo, ma non europeista, perché se sei europeista non sei europeo, seguisse il dibattito politico in Germania e negli altri Paesi, ma anche a Bruxelles. Perché dico che se sei europeista non sei europeo? Ma semplicemente perché se sei europeista tutto quello che è Unione Europea è buono e quindi tu non ti informi, non ti documenti, non acquisisci informazioni e cultura europea, ti basta il tuo credito europeista.

Perché la von der Leyen era bollita? Beh, questo è evidente, perché le sue politiche industriali sono state un totale fallimento. Nel nostro blog ci siamo dilungati sulle motivazioni di questo fallimento. La mia interpretazione personale è che le politiche industriali impostate dal presidente von der Leyen sono stati sostanzialmente un fallo di reazione della Germania all'attacco degli Stati Uniti, che era a sua volta una ritorsione alle politiche commerciali fortemente aggressive realizzate dalla Germania.

La Germania svalutando l'Euro, e questo è quello che abbiamo visto, abbiamo visto un'esplosione del saldo commerciale tedesco. Voi sapete che gli Stati Uniti malconvivono con il loro ruolo di compratore di ultima istanza dei beni del resto del mondo. E noi, un po' per il male che ci siamo inflitti con l'austerità e un po' per questo tipo di dinamiche di decenni, sostanzialmente ne abbiamo persi due.

Però dovrebbe anche dire che dal 2007 a oggi la popolazione è diminuita e che la diminuzione del denominatore ha gonfiato il rapporto. La verità è che noi al Pil complessivo del 2007 torneremo forse fra un paio d'anni. Io stiamo facendo meglio in questo momento rispetto ad altri periodi, però insomma 20 anni, diciamo così, anno più o anno meno, ce li siamo fumati.

L'Europa degli Stati Uniti d'Europa, l'Europa delle regioni, no. Gli europeisti sono dei provinciali nel bene e nel male. Provinciali geniali di oggi, di ieri, provinciali geniali di ieri.

Dalle mie province Ennio Flaiano, un genio assoluto, però provinciale. Vero è che in alcuni ruoli ci sono dei percorsi obbligati, nel senso che chiaramente se tu hai un ruolo istituzionale non puoi ovviamente esprimerti in modo fortemente critico rispetto ai tuoi pari. Questo ti fa magari perdere consenso con alcuni tuoi elettori che non sono sufficientemente intelligenti da capire questo.

Il fatto sta però che ci sono dei personaggi, il cui nome viene fatto adesso come potenziali papabili, che sono quantomeno fortemente controversi a livello europeo. La Von Der Leyen l'abbiamo archiviata. Oggi la notizia che mi è arrivata questa mattina, ma non è arrivata a me, è arrivata a tutti quelli che leggono politico.eu, cioè che non sono provinciali, è che sostanzialmente lei aveva scelto per un carico un suo fedelissimo, questo ha fatto scoppiare una serie di polemiche e il tizio si è dovuto dimettere.

La parola chiave che fa capire che la Von Der Leyen è veramente bollita è una parola che sta nell'articolo, perché nell'articolo c'è scritto che questo incarico era lucrative, cioè sostanzialmente che per questo incarico era previsto quello che da noi i grillon si chiamano un lauto compenso. Nel momento in cui ti scatenano contro l'antipolitica certi mezzi di informazione che fanno opinione, nel momento in cui lasciano supporre, alludono a moventi venali delle tue mosse, peraltro la Fonderlion come forse gli europei sanno ma gli europeisti non sanno, aveva avuto un problema poi risolto in parte a casa sua per una fornitura di elicotteri quando era Ministro della Difesa, insomma anche lì c'erano state delle opacità un po' simili a quelle che ci sono adesso nello scandalo del cosiddetto Pfizer Gate, cioè nello scandalo sulla fornitura europea centrata di vaccini, anche lì la solita retorica del centralismo europeo e delle economie di scala che ci fanno risparmiare, pare che si stia scontrando contro una realtà in cui non abbiamo risparmiato un gran checchio e potrebbe esserci qualcosa di torbido, quindi lei è bollita. Poi ovviamente chi appartiene alla sua famiglia politica deve difenderla, è una difesa di ufficio generosa, difficile, non voglio sciacallare su questa cosa, però il punto è che ogni tanto, lo dico sommessamente, vedete qual è la difficoltà? La difficoltà è che nel ragionamento europeo si intersecano le famiglie politiche con l'interesse nazionale, io capisco benissimo la necessità per un popolare di difendere un popolare, per un socialista di difendere un socialista, per un conservatore di difendere un conservatore, è corretto, però chi ha impostato delle politiche che rischiano di causare grossi danni al nostro sistema industriale e hanno già causato enormi danni ai nostri risparmi, in particolare attraverso la clava della cosiddetta tutela della concorrenza che viene usata sempre selettivamente contro di noi, mentre la Germania galleggia negli aiuti di Stato, verso persone di questo tipo forse, dato che poi ci viene detto che le ideologie sono morte, magari un po' di spirito di amor di patria potrebbe essere gradito.

Faccio notare un'altra cosa, così ci togliamo subito di torno un altro pensiero. Un'altra candidatura che è fortemente controversa a livello europeo è quella di un nostro ex Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e perché è fortemente controversa? Perché esiste una consolidata e argomentata posizione nei paesi del nord, in particolare in Germania e Olanda, è molto interessante un video che si trova su Youtube di un'audizione dell'allora Presidente della BCE Draghi al Parlamento olandese. Guardate che quando l'Olanda parla di fatto sta parlando la Germania, perché lì c'è un simpatico gioco delle parti, tali per cui i governi tedeschi quando non vogliono esporsi mandano avanti i governi a loro amici per dire le cose come stanno, poi loro lanciano il sasso e nascondono la mano.

Ma il concetto fondamentale era stato che le politiche fortemente espansive, il quantitative easing, il QE di Draghi venivano accusate da tedeschi olandesi, ex ante, quindi già nel 2015-2016, di essere un attacco ai risparmi tedeschi, di porre le basi per un processo inflattivo che avrebbe danneggiato la competitività dell'Unione, non sarei così graniticamente convinto della fondatezza di tutti questi argomenti, il fatto sta che come c'è una leggenda nera di Draghi nel simpatico, variopinto, litigioso mondo della feccia sovranista italiana, così c'è una leggenda nera di Draghi nel distinto, elegante e compassato mondo della finanza di altri paesi del nord. Gli estremi si toccano, anche troppo, quindi poi perdono la vista, però il dato è che un consenso così granitico non esiste, quello che molti italiani, ma anche di qualità, ma provinciali, perché non sanno le lingue, perché non leggono i giornali degli altri paesi, poi molti italiani provincialotti possono credere che il resto del mondo veda in certe figure dei salvatori della patria perché leggendo solo la gazzetta della loro parrocchietta, questi provincialotti, che sono presidenti di grandi associazioni di categoria, opinion leader, possono pensare che anche il resto del mondo si compieghi al mito di questa figura salvifica, ma in realtà non è così, è più complicato di così. E poi ci sono i grandi classici, i tedeschi non vogliono un francese, i francesi non vogliono un tedesco, quindi è sempre così.

Quindi come finirà? Ma anche qui noi abbiamo una bussola, una bussola che indica sempre il sud, la nostra stampa provinciale, che ci aveva dato la von der Leyen per fatta e invece non era fatta, se la sono fatta, che è una cosa diversa, se la sono fatta fritta, cotta, bollita, quindi la partita è aperta. Ma con questo ci leghiamo al discorso della diretta precedente, dell'importanza di esserci per giocarla questa partita, perché oggettivamente molto dipenderà dagli equilibri che si determineranno con le elezioni europee. E' vero che il Parlamento europeo è un organo sostanzialmente sterilizzato, non ha iniziativa politica, forse dovremmo dire meno male, non ha un grande potere di incidere, per fiduciare una commissione deve avere delle maggioranze qualificate che sono praticamente impossibili da raggiungere, etc.

Il Parlamento europeo è un organo sostanzialmente sterilizzato, non ha iniziativa politica, forse dovremmo dire meno male, non ha un grande potere di incidere, per fiduciare una commissione deve avere delle maggioranze qualificate che sono praticamente impossibili da raggiungere, etc. Il senatore Calenda dice che tutto andrà bene perché gli ottimati sono al potere, ma in realtà qui non c'entrano tanto le competenze, non c'entra tanto la capacità del popolo di scegliere la persona, il laureato a Harvard, che peraltro non c'è, c'entrano i numeri. Forse in politica si esprimono con i numeri, ed è per questo che continuo a pensare che, dato il contesto, date le regole della democrazia, la legge elettorale, etc., tutta una serie di ragionamenti che si fanno circa la qualità maggiore o minore dei candidati, c'è una situazione anche buona e non una ha dimostrato di aver capito certe dinamiche e di volersi opporre a certe dinamiche, non è che ci siano da farsi molte più domande, è abbastanza semplice, quindi così tanto volevo rappresentare a voi che siete come me europei e che non siete come io non sono europeisti.

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