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Diretta di Alberto Bagnai del 15/04/2024

 Durata della diretta: 19 minuti e 30 secondi


Buon pomeriggio, mi metto nel traffico. Oggi esco dal Palazzo Fonte Citorio e mi trovo davanti uno di voi, una di voi, mi dico ma com'è che ci fa qua? Lunedì, che non è esattamente un giorno di grande concitazione parlamentare, io non dovevo neanche esserci. Fa ma io ero qua perché la stavo aspettando, dico ah, e c'eravamo dati appuntamento, ma io sentivo che le sarebbe uscito.

Allora ho detto a questa signora benissimo, accompagnami perché ho ciò da fare nel mio ufficio, me la sono portata a Palazzo Salmaguto e ho fatto quello che dovevo fare, che è quello che mi aveva spinto a essere dove non dovevo essere, in Parlamento, perché oggi non dovevo essere in Parlamento e non dovevo essere in Parlamento, lo dico per giustificarmi di fronte ai fascisti del pulsantino, a quelli di Open Police, non dovevo essere in Parlamento perché ero nel mio collegio dove sono stato, sono intervenuto alla giornata italiana del Made in Italy in una bellissima azienda di Chietiscalo dove nel giro di poche centinaia di metri c'è Leonardo, ci sono delle realtà assolutamente all'avanguardia, avveniristiche sulle quali potremo intrattenerci a lungo e che mi hanno dato anche un po' di stimoli positivi rispetto alla conclusione molto cupa del racconto del convegno di sabato, chi c'era sa cosa mi riferisco, chi non c'era se lo può vedere su Radio Radicale. Mi sono preso questa simpatica signora, me la sono portata per i detti di Roma e le ho fatto vedere, sono piuttosto centrale, quindi da sopra il mio ufficio si vede veramente tutto, tutte le chiese, Gesù, Catinari, la Fede delle Valle, la Sapienza, il Pantheon, Sopra Santa Maria e Sopra Minerva, dietro c'è Sant'Ignazio, poi sopra il Trinità dei Monti, poi il Colosseo, poi il Palazzo di Civiltà del Lavoro, Garibaldi sul Gianicolo, tutto praticamente una cosa, un'esperienza immersiva. Perché sono dovuto passare in Parlamento? Ma per una cosa che se fosse dei giornalisti addetti ai lavori vi interesserebbe molto, ma siccome non siete dei giornalisti e non siete addetti ai lavori non vi interessa e quindi non ve la dico, se invece vi interessasse non ve la direi lo stesso.

Ma perché vi parlo di cose che non vi interessano o di cose che non vi interessano perché non siete addetti ai lavori o di cose che non vi interessano perché non sono successe a voi? Alla fine questo doppio motivo di disinteresse dovrebbe far scendere rapidamente il vostro interesse per questa diretta e magari è già successo. Eppure questa è una diretta che contiene una lezione molto importante, ma siccome ho capito che questa lezione in testa non vi entra, prima di farvela entrare da un'altra parte perché sarà così e perché quello che è successo sabato io lo considero una mancanza di rispetto verso il mio lavoro e io non sono vendicativo, sono proprio stronzo, me lo posso dire da solo. Vi spiego qual è la morale di questa diretta.

La morale di questa diretta è l'importanza di esserci. Allora io non so per quale motivo le correnti che turbano lo sterminato mare dell'essere mi abbiano portato a uscire alle 16.30 dall'ingresso centrale di Montecitorio. Non so se era stato il pull factor del desiderio della mia amica, della mia lettrice di vedermi uscire da lì o il push factor delle fesserie che stanno facendo presumibilmente perché poi non ne sono neanche certo, devo controllare, sono una commissione di controllo in una certa cazza che quindi mi hanno spinto a intervenire, a scrivere delle lettere di convocazione in audizione.

Non so quale è il motivo che mi abbia spinto a uscire da lì, ma visto dal lato della mia amica questo è un aneddoto sull'importanza di esserci. Semplicemente se lei non ci fosse stata non si sarebbe mai fatto un giro a San Macuto, non avrebbe mai visto Roma dall'alto e non ci saremmo mai conosciuti meglio. Ora con questo non voglio dire, poi so che alcuni di voi hanno una certa difficoltà ad astrarre, perdonatemi, ce l'hanno tanti, questo non significa che domani dovete essere tutti 200, 300, 3 mila, 20 mila, quanti siete, di fronte a Montecitorio ad aspettare che io esca per prendervi un chinotto con me.

Il punto è un altro, il punto è che anche se mi rendo perfettamente conto che non sia facile da capire e non vi faccio assolutamente una colpa se non lo capite, la vostra presenza in certi momenti ci dà forza, ci permette di dire che intorno a certe idee c'è un consenso. Di converso, sempre per la serie l'importante è esserci, anche se forse non riusciamo a farvelo capire. L'amica che era lì lo ha capito perché ha assistito a mezz'ora della vita di Bagnai con le chiamate dei capi di gabinetto, di questo, di quello, del funzionario di commissione.

E anche se può sembrare una richiesta fatta in conflitto di interessi, per motivi che presto capirete il nostro essere e restare lì ci dà forza perché ci permette di accrescere quel patrimonio relazionale e reputazionale che ci consente alla seconda legislatura di portare un pochettino più di cose a casa rispetto a quante potevamo portarne nella prima legislatura. Ma per il motivo che magari quando avevamo dietro un consenso che era del 17%, perché il consenso al Parlamento della Repubblica italiana era del 17%, poi i 30, i 40, i 50, i millanta, quello è un altro discorso. Qui a Roma il nostro consenso era il 17%.

Adesso era l'8-9 con comunque il 16% circa dei parlamentari, quindi non è che sia cambiato molto. Ma nella legislatura precedente le cose non ci venivano date semplicemente perché in molti casi non sapevamo come o a chi chiederle. Scusate, ma so che un illustre collega cerca di dimostrarci che non fa caldo, ma fa un caldo della Madonna e tutte le piante sono sbocciate e io sto in un mare di polline rantolando da questa mattina.

Quindi è importante esserci, se non ci sei le cose non succedono, non succedono a te, ma non succedono in generale. Ed è importante restarci, perché se sei una meteora nessuno ti considererà. Quindi se il professorino Bagnai e l'università di provincia al primo giro se lo filavano il giusto, al secondo avendo assaggiato la persistenza, non la consistenza, la persistenza del personaggio, che magari è inconsistente io, ma è persistente e le cose non si dimenticano.

Ovviamente si entra in una zona di rispetto, reciproco ovviamente, perché il rispetto, lo scoprireste se faceste il mio lavoro, non esiste se non è reciproco. La mancanza di rispetto sbriciola il rispetto a tui e quindi puoi permettere di mancare di rispetto a una persona solo quando fondamentalmente è inutile mancargli di rispetto perché hai deciso di eliminarla dal tuo orizzonte mentale e relazionale. Perché vi dico questo? Perché diciamo, come anche vi ho detto nel blog, il 13 maggio è stato un altro 28 luglio.

Ora, siccome non c'è due senza tre e io sono una persona molto avversa al rischio, quello che succederà sarà una cosa molto semplice, cioè che vi eviterò di essere in condizioni di non esserci, perché semplicemente non vi chiamerò più. Molto semplice! Quindi io continuerò a fare il mio lavoro con lo spirito con il quale l'ho sempre fatto, i miei obiettivi restano quelli di sempre, solo una persona molto in buona fede o non molto intelligente può non aver capito qual è il mio obiettivo, che è un obiettivo di libertà, chi è presente è perciò stesso utile e ovviamente sarà coinvolto, chi era assente ha dimostrato di essere inutile e non sarà coinvolto. Ma non è mica obbligatorio, voglio dire, ognuno di noi ha mille cose da fare, lo capisco anch'io, con il vostro rivelito permesso e con tutta l'umiltà che sono capace di fingere, ho anch'io tantissime cose da fare.

Se decido di dedicare quel tempo che non mi è regalato a voi, se decido, dovendomi occupare per conto del mio segretario federale di cose abbastanza complesse, abbastanza delicate, di impicciarmi anche nella sala del convegno di chi verrà, di chi non verrà, di fare le telefonate, di chiamare i giornalisti, eccetera, eccetera, eccetera, se faccio tutto questo che non si fa da solo, ma si fa se e solo se in quanto lo faccio io, non pretendo che mi venga fatta una statua equestre, anche se forse me la meriterei onestamente, però insomma questo è un altro discorso, se ne può discutere, pretendo semplicemente che altri si rendano conto che se chi ha tanto da fare ha dedicato qualche cosa a un progetto, chi ha un po' di meno da fare può dedicare qualcosa a quel progetto. La presenza, dopo di che, ve lo dico con grande serenità, io capisco tutti, non ce l'ho con nessuno, avete capito che c'è un ma adesso che arriva, state aspettando il ma, vero? Il ma lo lascio alla vostra fertile immaginazione, adesso noi avremo una campagna elettorale da fare, i temi li avete decisi voi, non presentandovi dove c'erano dei temi che magari potevano interessarvi, di quei temi non si parlerà, si parlerà di altri temi, perché? Perché voi non avete voluto segnalare con la vostra presenza che altri temi magari vi interessavano, per me è tutto uguale, dove mi dicono di mettere io sto, io che sono l'individualista, pensate voi che siete i soldati e che poi quando si pianta un vessillo andate a Zonzo a farvi il fine settimana al mare perché fa caldo, così non funziona e vi devo dire che non sono preoccupato, perché dal mio punto di vista le cose possono andare bene o meglio, vanno bene se la gente capisce quello che c'è da fare per resistere e prova a resistere, vanno anche meglio se la gente dà retta a quei poveri scemi che su Twitter dicono che non bisogna votare perché così se la stensione supera il 50% il governo è delegittimato e cade o fregnace di questo tipo, perché diciamo che quello che sto per dire è molto antipatico, so che molti, soprattutto di quelli che sono arrivati per ultimi lo fraintenderanno, mi dispiace farmi fraintendere a chi è arrivato per ultimo perché non è colpa sua se è arrivato per ultimo ed è mio dovere essere in realtà inclusivo, cioè fornire continuamente ricominciando sempre da capo, con pazienza come fa il collega Borghi, tutte le spiegazioni che aiutino chiunque arrivi a situare nel contesto il tipo di battaglia che stiamo facendo lo so, però insomma la sincerità è un bene raro ed è la dimostrazione che la scarsità non è causa del valore, perché in realtà la sincerità non la apprezza nessuno, allora con grande sincerità vi dirò che io l'Europa, questo stato delle cose, me lo posso permettere, voi siete sicuri di potervelo permettere? Siete sicuri di poter andare in vacanza quando vi si chiede attenzione e presenza per eventi di critica a questo sistema? Va bene, non c'è problema, io so bene lì, ikmanebimus optime, è stato evocato anche questo al convegno di sabato, d'altra parte quando un sistema ha così tanta inerzialità che spostarlo dalla sua traiettoria richiede delle energie politiche tendenti ad infinito, ma ha così tanta irrazionalità che tenerne i cocci insieme richiede altresì delle energie politiche tendenti ad infinito, forse alla fine avete ragione voi, avevano ragione quelli che se ne sono andati al mare sabato, la cosa migliore da fare probabilmente è non fare niente, però allora magari, non dico che non ci si lamenta, anche lamentarsi è sempre opportuno, giusto, santo, attira l'attenzione sui problemi, ma non ci se la prende con chi continua a lottare per organizzare nei più minuti dettagli delle occasioni di confronto su come cambiare le cose, può benissimo darsi che il punto di caduta di queste occasioni di confronto sia che alla fine forse è meglio starsene a casa, può anche darsi, è una cosa che sono disposto a prendere seriamente in considerazione e quindi forse dovete sapere che c'è, da ora in avanti perdiamo sede di vista.


Puoi ascoltare la diretta di Alberto Bagnai su Facebook cliccando su questo link.

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