Durata della diretta: 23 minuti e 36 secondi
Buongiorno e bentrovati. Quando entro in macchina si accende la radio e ascolto randomicamente un pochino di quello che c'è. Basta poco, esattamente come per capire l'andazzo delle redi televisive, bastano quegli excerpt che cortesemente qualcuno di voi ogni tanto pubblica sui social, che sono sì una cloaca, ma sono almeno una cloaca che scorre in fretta.
Questa mattina in accensione tengo Radio 3, Radio 1, Radio 3, Radio RAI 3, ci sono due aspiranti che suicidano di fronte a me, ma non voglio essere io la debice della loro prematura. Poi tengo quella che una volta chiamavano la filodiffusione, non so come si chiama adesso, radio classica, che praticamente trasmette solo musica. Allora, su Radio 3 questa mattina c'era un giornalista, un conduttore, un commentatore, che con la persona senz'altro istruita, ma anche educata, sono due cose diverse, non dimentichiamocelo, perché qualche volta i barbarismi, cioè l'adozione nella nostra lingua di calchi di parole altrui riducono lo spettro semantico, ma l'educazione e l'istruzione sono due cose diverse.
L'educazione fa sì che voi non mi vediate in questo momento intento a caressare i miei neuroni o la mia piamadre col dito, mentre sono in macchina, fa parte dell'educazione anche lo scegliere il nodo adatto alla cravatta che hai e saperlo fare, l'istruzione è un'altra cosa. Quello è istruito, la persona è istruita, è educata e esibiva la tipica compunzione un po' untuosa, un po' seminariale dell'intellettuale di sinistra che si esprime su Radio 3, hanno questa patina un po' polverosa, un po' triste, che però insomma per carità, è chiaro che noi abbiamo dimenticato da tempo che fa parte dell'università la goliardia, abbiamo dimenticato il valore della satira, immaginatevi autori come Swift, come Gadda, ma anche come lo stesso Proust, la loro vista comica è quello che tutto sommato ce li fa amare e in alcuni casi anche sopportare, perché anche loro come ognuno di noi hanno, come si dice, quandoque dormi tatomerus, tutto questo è dimenticato per sembrare un intellettuale a sinistra, devi sembrare un po' triste. Il Tristè oggi ha fatto un'osservazione che mi ha colpito e ha citato un articolo che mi ha colpito ancora di più.
Allora fondamentalmente lui commentava un articolo che pare che sia uscito su Domani, un giornale di cui non ho mai capito la ragione d'essere, né conosco la struttura finanziaria, chi paga, quindi non ne so la struttura di incentivi, non ne so la linea editoriale. Mi sembrava che a un certo punto venisse diretto dal Feltri Minor, non lo so, queste cose le sapete voi, insomma, a me non interessa. Questo articolo diceva che il titolo e la quadratura del ragionamento, così come sintetizzata dal compunto di qui sopra, era il covid ha infettato la politica ed è per questo che adesso noi parliamo di guerra.
Adesso me lo vado a leggere perché oggettivamente il resoconto che vi sto dando è un resoconto del relato di un altro resoconto del relato, per cui come nel gioco dei telefoni può darsi che qualche cosa non torni e che io vi stia dando un resoconto infedele. Però che a sinistra abbiano incentivi a buttarla in vacca così è abbastanza evidente, perché purtroppo la deriva bellicista che ha preso in questo momento il discorso politico non è solo, come diceva il compunto, la conseguenza del fatto che per qualche motivo ha prevalso il neoliberismo brutto, mentre il covid ci avrebbe dovuto far capire che avevamo bisogno di qualcosa di simile al socialismo. Questa è stata la frase.
Attenzione, perché non funziona così. Come ha funzionato l'abbiamo visto benissimo. Il qualche cosa di simile al socialismo lo abbiamo avuto ed era il PD ed è stato il veicolo del liberismo più sfacciato e più distruttivo.
Quello soggetto alla fallacia di composizione dove quindi l'individuo pensa che sia solo lui a fare una certa cosa, esempio abbassare i salari e che quindi lui se la caverà perché se abbassa i salari riesce a vendere quello che gli altri non vendono, senza capire che anche gli altri lo capiranno e lo faranno insieme e quindi questo significa che il tipico esempio di fallacia di composizione è quando tu sei l'unico a fare una cosa e quella cosa ti porta a un vantaggio, quando quella cosa la fanno tutti porta uno svantaggio a tutti. L'esempio allo stadio, quello che si alza per un po' vede meglio, poi si alzano tutti, vede come prima, piccolo problema, prima erano tutti seduti e dopo stanno tutti in piedi e quindi ci hanno perso. E la logica della deflazione salariale imposta dal PD, realizzata dal PD con l'austerità che era una via sì obbligata, ma obbligata perché il PD aveva sostenuto il progetto europeo e in particolare la moneta unica.
La logica della deflazione salariale è esattamente questa, cioè non si può aggiustare il cambio, sostanzialmente la Germania non può rivalutare e quindi che cosa succede? Che se la Germania non può alzare la sua moneta tu devi abbassare i tuoi salari. Naturalmente finché lo fa uno gli va bene, quando lo fanno tutti crolla la domanda interna e il Paese si ferma e rimane dove è, che è esattamente quello che è successo. Abbiamo cominciato a fare questa cosa intorno al 2011, eravamo già bassi per la crisi dei subprime che si era annunciata nel 2007, era esplosa nel 2008, a settembre 2008 c'era stato il caso Lehman, nel 2009 tutte le economie del mondo erano andate giù, nel 2010 avevamo ricominciato un pochino a crescere, nel 2011 si sono tolti di torno Berlusconi e nel 2012 è stato il tracollo, siamo tornati al punto di partenza e da lì non ci siamo sostanzialmente aggiornati.
Quindi qualcosa di simile, qualcosa che mimava un socialismo lo abbiamo avuto, quel qualcosa è stato il veicolo di politiche che hanno distrutto la domanda ed è proprio per questo che queste politiche sono alla radice della deriva bellicista, perché come dovrebbero sapere loro i compunti untuosi e un pochino polverosi intellettuali di sinistra che è arroccati nel Fortino, nella Fortezza Bastiani, di Radio 3 ci spiegano come va Ermanno, sarebbero loro a doverci dire che quando deve contrastare la caduta tendenziale del saggio del profitto il capitalismo reagisce iniziando un nuovo ciclo di accumulazione che parte ovviamente da un evento di distruzione e ovviamente siccome gli stessi che hanno chiuso gli ospedali, cioè il Pd perché sugli ospedali non si poteva spendere perché era spesa pubblica e improduttiva brutta, sono gli stessi che attraverso i loro intellettuali, cioè Giavazzi, vengono a dirci che dobbiamo indebitarci e fare spesa pubblica per acquistare le armi perché alla fine lo Stato deve spendere. Voglio essere molto chiaro su questo punto, non esiste il mondo ideale del liberista Aiecchiano, Rotbardiano, Fondi-Zessiano, di questo pattume intellettuale, non tanto gli ispiratori quanto gli epigoni che purtroppo infesta il discorso conservatore in Italia, quella roba lì non è mai esistita e non ha mai funzionato, semplicemente che non può funzionare, questo è il problema, cioè la scelta non è fra lo Stato minimo o lo Stato invasivo, lo Stato c'è sempre, la scelta è su che cosa fargli fare e se tu mandi avanti un discorso come l'ha mandato avanti per tanto tempo il Pd di danni della spesa pubblica, di vantaggi delle privatizzazioni, delle liberalizzazioni, ma scusate, liberalizzazione in Italia, si scrive liberalizzazione e si legge Bersani, ma Bersani è della Lega, Bersani è di Fratelli d'Italia, Bersani è di Forza Italia, Bersani è di destra, no Bersani è di sinistra, di quella sinistra che ha costruito un sistema il cui esito inevitabile, storicamente inevitabile, perché se storicizziamo ci rendiamo conto che purtroppo lì si va perché lì si è sempre andati, è quello del conflitto, è quello di rovesciare un discorso politico dopo anni passati a dire che non bisognava fare spesa pubblica perché come dire gli utili idioti del capitale dovevano deprimere i salari a vantaggio dei loro mandanti, cioè appunto del capitale finanziario, anche di un certo tipo di capitale industriale che in Italia spesso ha assunto dei contorni, ce lo possiamo dire, un pochino parassitari, bene per rovesciare questo discorso di demonizzazione dell'intervento pubblico, adesso bisogna ricorrere necessariamente a uno stato di eccezione, bisogna inventarci che c'è un nemico esterno che vuole assolutamente distruggerci, schiacciarci, invaderci, quando sinceramente possiamo anche abbastanza ragionevolmente pensare che l'Italia non fosse tra gli obiettivi dei conflitti, delle volontà aggressive sostanzialmente di nessuno, dal punto di vista bellico, di nessuna grande potenza, è un paese che viene rispettato, è anche abbastanza amato ed è abbastanza all'interno di un sistema di istituzioni come per esempio la Nato che lo rendono, in ogni caso se anche qualcuno ci volesse male ci dovrebbe pensare due volte prima di attaccarci, ma purtroppo il punto è che le dinamiche innescate dal Pd, dalla sua volontà supina di aderire al progetto europeo per avere all'esterno una sponda che gli consentisse di governare anche quando gli elettori lo avessero mandato, come poi lo hanno mandato all'opposizione, quindi dalla volontà di penetrare queste burocrazie utili che sono quelle che reggono il vostro destino, ma anche dalla volontà ogni tanto di farsi dare una valigetta con dei contanti dentro, insomma perché è successo anche questo, anche se nessuno ne parla, quindi non voglio essere indelicato, non voglio ricordare questi episodi, perché se è successo una volta è un'eccezione che verosimilmente potrebbe suggerire, non confermare perché gli alimenti non ce li abbiamo, ma potrebbe suggerire una regola, il Pd che ha tagliato i salari, ha smantellato la sanità, ha ritagliato gli investimenti pubblici a large, quindi non solo nel settore sanitario, adesso viene a difendere le cose, questo è normale, questo fa parte della normale dialettica governo opposizione, è un segno di reciprocità che probabilmente potrebbe spiegarsi non nel fatto che questi hanno una faccia di bronzo, ma nel fatto che c'è una normale dialettica democratica, se sei l'agente di una politica eterodiretta che gli elettori rifiutano, prima di difenderla te ne guardi bene e attenzione, purtroppo essendo la politica donna, dirò una cosa politicamente scorrettissima, è abbastanza evidente che non conviene mai a un politico ammettere di aver sbagliato, questa storia che se il politico si scusa e fa così la palinodia, poi dopo la gente lo amano perché scoprono che è un esito, mi è venuta in mente la critica dell'elettorato, purtroppo uno dei problemi della comunicazione politica è che non consente di gestire la sconfitta se non negandola e negandone le cause, quindi adesso questi arrivano e perdendo credibilità presso alcuni, perché non ammettono di essere stati parte del problema, ma mantenendo credibilità presso i loro hooligan ci vengono a dire che loro risolveranno il problema senza naturalmente dirci che lo hanno creato, ci riusciranno? Naturalmente no, dobbiamo tenerli il più possibile lontani dai luoghi dove possono fare danni, dobbiamo evitare a tutti i costi che tornino al governo? Naturalmente sì, ma questo non lo sappiamo da oggi, da ieri, da quando sono entrato in Lega, da quando criticavo da sinistra Rossana Rossanda sul manifesto, Rossana Rossanda buonanima, poverina, non era colpa sua, era anche lei, entrava, ora rientra nel Demortuis Nisibonu, ma all'epoca rientrava negli assolti per non aver compreso il fatto, come direbbe Daniele Capezzo, quindi diciamo così, stiamo attenti a questo tipo di retoriche, guardate che chi ci viene a raccontare che dobbiamo armarci è la sinistra, Giovazzi, è l'ideologo del Bd, spiego? Dopodiché si può fare un discorso che è più ampio e più articolato, nel senso che la tecnologia militare sia stata storicamente un importante fattore di progresso tecnologico e scientifico, nessuno lo mette in dubbio, l'uomo non si impegna mai così tanto come quando deve distruggere sostanzialmente e d'altra parte se voi ci pensate, pensate al grillismo, qual è l'essenza del grillismo? È preferire il male di un altro al bene tuo, tutto il discorso grillino è sostanzialmente attaccare chi pensi che stia meglio di te, anziché lottare per stare meglio te, questo è abbastanza evidente, quindi è proprio nella natura dell'uomo per quanto socievole, sociale, positivo egli possa essere, diciamo che l'invidia è un male molto più diffuso della superbia, molto più diffuso, adesso non mi ricordo Dante come gli divide questi qua, ma insomma il problema è quello, non sto parlando di un mondo in cui si debbano mettere fiori nei nostri cannoni, sto parlando di un mondo in cui assolutamente si deve essere pronti a difendere il territorio nazionale, a difendere la propria patria da qualsiasi aggressione, incluse quelle non a mano armata, qualsiasi aggressione non a mano armata sono tipicamente quelle che altri stati realizzano con il sostegno interno del PD, guarda il PD da quante parti salta fuori, un conto è questo, perché questo è un dovere che anche la Costituzione codifica, è un conto è argomentare e un conto è ragionare freddamente su quali sono le effettive minacce per il nostro paese e sul perché proprio adesso cominciamo a parlare di questo, io ve l'ho spiegato due anni fa, se non mi ricordo male, all'inizio del 1922, quando parlamo dei banchieri filantropi, vi ricordate? Cioè era assolutamente, o del 1923, mi ricordo, o due o tre anni fa, comunque uno o due anni fa, perché adesso si parla di questo? Perché adesso si parla di questo perché la Germania si sta cartocciando su se stessa, perché la Germania non ha mai alimentato e non vuole alimentare la propria domanda interna, ha sempre fatto meno investimenti del resto degli altri paesi europei, ha sempre pagato i propri lavoratori, più naturalmente dei lavori italiani, ma non in proporzione alla produttività della sua economia, quindi in termini relativi loro sono stati pagati meno dei nostri paradossalmente, ha sempre soffocato la domanda interna, ha sempre fatto ricorso a mano d'opera a buon mercato proveniente da altri paesi, vi ricordo che un episodio acuto della crisi migratoria è stato proprio determinato dalla spregiudicatezza con cui la Merkel fondamentalmente invitò a casa sua, vi ricordate l'epoca dei siriani etc., si è inimicata o ha tagliato i rapporti con tutti gli acquirenti dei suoi prodotti e quindi da paese esportatore in crisi, chi sta dentro la Germania non ha soldi per comprare prodotti tedeschi, chi sta fuori dalla Germania o è stato aggredito, preso in qualche modo a calci in faccia come il Regno Unito o è stato infastidito come gli Stati Uniti o è diventato nemico, ma poi non si sa neanche fino a quando, come la Cina o come la Russia, quindi la Germania si sta cartocciando su se stessa e tutto questo parlare di guerra che si fa oggi sono le stesse dinamiche innescate dalle acciaierie group quando poi ci portarono al primo conflitto mondiale, sono interessi di un certo complesso militare industriale renano che ci vuole rimettere nei guai per salvare se stesso e gli artefici locali, gli sponsor locali di questo atteggiamento e di questo progetto sono da individuare prevalentemente nelle fila del PD e di tutti quelli che ti raccontano che l'Europa è un progetto di pace, no, l'Europa è legarsi a un paese che è stato al tempo stesso, ha dato tantissimo all'umanità nel bene, ma per mantenere un sano equilibrio ha dato anche tantissimo nel male, il paese di Bach e il paese dei Lager, tanto per capirci, che ciclicamente cerca di agganciare altri paesi europei per fare la guerra al mondo. Che cosa volete che vi dica? A me, tornando all'inizio di questa cosa, quello che stupisce è che chi pensavo fondamentalmente intellettuale sinistra al cui in overo ahimè un tempo appartenevo, che chi pensavo dovesse avere una profondità di visione storica, una libertà da tutta una serie di pregiudizi, una capacità di utilizzare categorie marxiane di analisi dei processi storici etc., è schiacciato su una dimensione irenica di Kenziana, voglio dire, seppure loro dovrebbero saperlo quale è il racconto che storicamente l'oppressore fa e dovrebbero riconoscerlo, invece non solo non lo riconoscono e non lo criticano, ma proprio lo adottano e se ne fanno i megafoni.
È una cosa che mi mette una profonda tristezza, ma questo è un fatto mio, un fatto sentimentale, non è un fatto politico, è la scoperta che credevo stare dalla parte dei buoni, invece mi sono accorto che stavo dalla parte dei deboli di spirito, diciamo così. Vi consiglio di ascoltare Radio 3 perché comunque a modo suo è una miniera di perle, le perle lo so benissimo che non si estraggono dalle viscere della terra come il litio, come l'oro o come le banconote della BCE, questa era una metafora, ma voi che non siete intellettuali di sinistra sapete senza altro maneggiare le forme della retorica. Adesso vi lascio perché il parcheggio ha le sue angustie che costringono, come ogni angustia, a ingegnarsi.
Statemi bene.
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