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Diretta di Alberto Bagnai del 05/04/2024

 Durata della diretta: 10 minuti e 4 secondi


Buonasera, orario forse insolito, ma oggi è venerdì e volevo condividere con voi una riflessione rapida. Ieri ho messo nel mio blog, utilizzando i dati Instat, sulle retribuzioni lorde dei lavoratori dipendenti, mi sono andato a calcolare un po' di anni, dal 1996 ad oggi, di salario degli italiani in termini reali, cioè depurati dagli effetti dell'inflazione. L'ho fatto perché oggi si parla moltissimo della questione salariale, e naturalmente se ne parla perché al governo c'è la destra, perché quando al governo c'è la sinistra, la questione salariale la si dà per risolta automaticamente.

I sindacati, come sapete, sono il braccio operativo dei partiti di sinistra, non si permetterebbero mai di andare, almeno quelli più vocal. Poi ci sono anche sindacati che cercano di distinguersi dalla cappa dell'europeismo, però no. Qualcuno riconosce il problema, ma sicuramente nessuno è disposto ad ammettere la causa, anche perché a quel livello esistono reti internazionali e quindi c'è un'ampia coesione attorno a un nucleo di cose che non si possono dire.

Comunque, se uno osserva gli anni dal 1996 ad oggi, vede che ci sono stati due episodi in cui i salari reali, cioè il potere d'acquisto dei salari, è calato bruscamente nello spazio di circa un anno, un anno e mezzo, 15-18 mesi. Questi episodi si sono verificati nel 2012 con il governo Monti e poi tra fine 2021 e inizio 2023, fine 2021-fine 2022, i numeri ci vedete sul blog. Questo secondo episodio corrisponde alla fiammata di inflazione che c'è stata a seguito della crisi delle materie prime e poi anche naturalmente amplificata dalla guerra in Ucraina.

Quindi sostanzialmente dal governo Draghi al governo Meloni e i primi mesi del governo Meloni. Sapete che adesso l'inflazione è tornata sotto controllo, noi siamo l'unico paese dell'Unione tra i grandi, lo abbiamo rapidamente riportato, l'azione è sotto la soglia del 2, quindi per noi non è più un problema. I due episodi di diminuzione dei salari reali, molto bruschi, sono tali per cui dal primo, quello che è stato causato dall'austerità, cioè dalla sinistra, non ci siamo mai ripresi fino a che non è arrivato il secondo, che è stato causato da un fattore esogeno.

Vorrei chiarire un concetto. Quando nel 2012 i salari hanno subito una perdita di potere d'acquisto pari a quella attuale, questo è successo non perché sono aumentati i prezzi, ma perché sono proprio diminuiti i salari nominali, cioè le persone hanno ricevuto meno soldi, non hanno ricevuto soldi che compravano meno cose perché nel resto del mondo erano esplosi i prezzi e quindi anche in Italia i prezzi erano saliti e quindi le cose costavano di più. No, erano proprio calati i salari, la sinistra in altre parole ha proprio tagliato i salari, la crisi salariale l'ha causata lei, però non mi ricordo all'epoca nessuno tranne me, che all'epoca ero di sinistra, ma ero l'unico di sinistra a dire che guardate che noi stiamo facendo questa cosa, questa cosa è sbagliata, so che dobbiamo farla perché c'è l'Euro, però è sbagliato.

No, all'epoca il problema non c'era, arriva il governo di destra, improvvisamente il problema comincia ad esistere, ma in questo caso, nel caso del governo Meloni, i salari nominali stavano e stanno crescendo, non sono cresciuti tanto quanto l'ipolazione, ma non è stato né il governo Draghi né il governo Meloni a causare l'aumento dei prezzi delle materie prime, mi spiego? Mentre sono stati i governi di sinistra a tagliare le pensioni innanzitutto, avvalle poi anche i salari, favorendo questa discesa con una serie di provvedimenti sul mercato del lavoro a tutti voi ben noti. Quindi sostanzialmente assistiamo al paradosso per cui una certa stampa nota che esiste un problema quando al governo c'è uno schieramento che lei percepisce come ostile, cioè quello di centrodestra, e mentre non notava nulla, quando c'era uno schieramento amico, solo che lo schieramento amico i salari li stava tagliando, quello di centrodestra, invece sotto il governo di centrodestra i salari crescono e il problema della perdita di potere d'acquisto non è dovuto a politiche di austerità, ma è dovuto a fattori esogeni. A conferma di quello che vi dico c'è un'altra differenza tra il crollo dei salari nel 2012-2013, il crollo dei salari reali e la perdita di potere d'acquisto nel 2021-2022, ed è che adesso i salari reali stanno recuperando, certo non possono recuperare due episodi così catastrofici in un anno, ce ne vorranno 4-5 per ritornare su un percorso veramente sostanzioso di crescita, ma il punto è che dopo 4 trimestri già siamo su un ordine di grandezza di recupero di decine di Euro di potere d'acquisto.

Nel 2013, dopo che i salari toccarono il fondo e cominciarono a salire, ma nel primo anno il recupero fu di circa 2 Euro a trimestre, i numeri sono tutti lì, sono tutti nel blog, quindi la sinistra è in grado di creare problemi ma non sembra molto in grado di risolverli, mentre tutto sommato noi stiamo, come dire, barcamenandoci assistendo a un percorso di soluzione di un problema non creato da noi. Questi sono i numeri, con questi numeri naturalmente nessuno si vuole confrontare, è un dato di fatto che adesso è più facile recuperare rispetto a un crollo di potere d'acquisto perché l'eredità disastrosa dell'austerità che ha comportato la distruzione di tanta ricchezza, di tanto reddito, di tanti posti di lavoro, ci ha però in una posizione di relativo vantaggio competitivo rispetto agli altri paesi, agli altri stati membri e quindi come dicevo in una diretta precedente la sinistra ha fatto il lavoro sporco, non ha voluto fare la cosa giusta che tutti sappiamo qual è e non facendo la cosa giusta ma facendo il lavoro sporco ha aiutato noi, mentre facendo la cosa giusta avrebbe aiutato se stessa.


Puoi ascoltare la diretta di Alberto Bagnai su Facebook cliccando su questo link.

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