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Diretta di Alberto Bagnai del 02/04/2024

Durata diretta: 24 minuti 31 secondi

Buongiorno, oggi non possiamo fare un dopopartita della rassegna stampa perché, come avrete ascoltato da Daniele Capezzone, dopo un weekend lungo di questo tipo le linee editoriali sono un pochino spappolate, si consolidano durante la settimana, poi a me in generale non piace mai molto parlare di ciò di cui parlano gli altri. Non ho trovato nella stampa finora nulla di particolarmente stimolante, c'erano due osservazioni però che volevo fare riferite a notizie che abbiamo avuto nei giorni scorsi. Qui si continua con questa storia delle ipotesi, in alcuni casi, spero suffragate da concrete evidenze, che ci siano dei tentativi di condizionamento della campagna elettorale degli europei da parte di potenze straniere.

Questo è un tema che è emerso nella pubblicistica sostanzialmente dopo il 2016, cioè appena un certo blocco che noi insomma ben conosciamo, appena i soliti noti hanno cominciato a perdere elezioni a vari livelli, penso da Renzi alle elezioni del Presidente degli Stati Uniti, la vittoria di Trump al referendum sulla Brexit, è diventata di pubblico dominio l'idea che il popolo aveva sbagliato e le spiegazioni di questo errore del popolo, dei vari popoli, dei diversi popoli che si erano espressi, quello italiano, quello statunitense, quello britannico, andavano sostanzialmente ricondotte a due filoni principali, le spiegazioni andavano ricondotte a due filoni principali, il primo era l'ignoranza, gli ignoranti non votano come piace a noi e quindi la delegittimazione dell'elettorato bisognerebbe dare una patente per l'esercizio del diritto di elettorato attivo, non tutti possono votare, gli ignoranti non devono votare, poi dato che ovviamente il livello di educazione continua ad essere correlato con il censo, questo fondamentalmente c'è una sostanziale nostalgia del voto censitario fondamentalmente, solo chi versa un tot di imposta può esprimersi col diritto di voto, questa è un'idea che nasce nelle marchie costituzionali perché i Parlamenti nascono sostanzialmente per votare il bilancio dello Stato e quindi in questo senso veniva giustificato questo tipo di approccio, è uno dei tanti elementi di nostalgia del XIX secolo che permeano questa fase, l'altro è per esempio lo scientismo, insisto sul fatto quindi che sì, un conflitto necessariamente arriverà, ma per capire come e quando probabilmente il primo conflitto mondiale è un paradigma forse più interessante, fermo restando che la storia non si può fare per analogia rispetto al secondo, ma questo è un altro discorso, quindi il popolo sbaglia o perché è stupido, ogni elettore del PD dentro di sé ospita nel suo cuore la convinzione di essere portatore di una superiorità morale e intellettuale o perché è forviato dai cattivi e quindi ci sono potenze straniere che pagano per destabilizzare. Io penso che questo possa succedere oggi e penso anche che sia sempre successo, dicono quelli fighi, mette a tema questa cosa nel momento in cui un certo assetto di potere si scretola, interessante, forse anche no, è ovvio che di destabilizzazione ne parli quando succede qualcosa di destabilizzante, però dovremmo chiederci, quindi esattamente io farei una riflessione su cosa è la propaganda, pensateci bene, noi siamo in Italia, vedete in giro dei cartelli o dei murales, degli affreschi esterni o degli spot televisivi che ossessivamente glorificano le magnifiche sordie progressive della Repubblica italiana, ne vantano i meriti, la Repubblica rispetto al suo diretto antecedente oggettivamente ha rappresentato per tanti anni, ha assistito per tanti anni una fase di grande sviluppo economico, le istituzioni repubblicane sono tutelate da una Costituzione alla quale molti riconoscono dei tratti di grande lungimiranza per l'epoca in cui è stata fatta e quindi anche attualità, sono sempre un pochino restio a toccarla questa Costituzione da legislatore, per esempio, ma questa è una sensibilità mia, non mi sembra che ci sia stato neanche un tentativo di cambiarla, che l'abbia migliorata, ma questa è una sensibilità assolutamente mia, non è un giudizio politico, ma insomma a noi non verrebbe mai in mente di dire l'Italia ci ha dato il progresso, l'Italia ci ha dato la pace, più Italia, farebbe immediatamente Corea del Nord, farebbe immediatamente regime, cioè una istituzione che spende dei soldi per fare pubblicità a se stessa anziché spendere quei soldi per rendersi utile ai cittadini e quindi dimostrare la propria utilità nei fatti, anziché affermarla con dei messaggi propagandistici, pubblicitari, diciamo così, si qualifica in re ipsa come regime, d'accordo? C'è tanta polemica spesso su, per esempio, su le posizioni che una delle nostre istituzioni repubblicane, la più importante, quella in qualche modo apicale, la Presidenza della Repubblica, prende o non prende, se sono politiche, se non sono politiche, sì, d'accordo, però un conto sono i video del Capo di Stato della Corea del Nord, doppiati in modo ottimo, peraltro, da un grande abruzzese, se ve li cercate su YouTube li trovate, e un conto è la proiezione dell'immagine, per esempio, del nostro Presidente della Repubblica nel dibattito pubblico, non c'è paragone, da una parte c'è un regime e dall'altra c'è un'istituzione. C'è solo qui che casca l'asino, perché invece di pubblicità, propaganda, a favore dell'Unione Europea ne vediamo tanta ovunque, abbiamo uffici che sono proprio a ciò dedicati, come se la Repubblica italiana avesse un ufficio per propagandare se stessa nelle varie articolazioni del proprio territorio, non ce l'ha, perché? Perché è inutile, perché è un'istituzione riconosciuta.

Questo sforzo profuso a propagandarne l'eccellenza è esattamente ciò che fa dell'Unione Europea un regime, anziché un'istituzione, e questo sforzo prende con tutto l'annesso, corredo di claim pubblicitari, che neanche per cattiva fede, ma per la natura stessa del messaggio pubblicitario, propagandistico, si rivelano poi caricaturali, falsi, inappropriati in alcuni casi, pensate ai 70 anni di pace propagandati da, non so se nel frattempo sono diventati 80, propagandati da un'istituzione che di fatto sta dicendo che dobbiamo indebitarci per riarmarci, pensate a queste cose qui. Questo tipo di contro dibattito è entrato in fase acuta, perché ho intravisto sui giornali, al dire il vero non sono neanche entrato a leggere, che emerge che l'Unione Europea avrebbe dato dei contributi ad alcuni importanti gruppi editoriali, ovviamente glieli ha dati non per parlare male di se stessa, per criticarla e infatti poi casualmente, se non so perché non sono entrato proprio nel merito, ma mi sembrerebbe che ad esempio tutta una serie di cose come lo scandalo Pfizergate, lo scandalo che coinvolge Ursula von der Leyen in una fornitura, quella di vaccini, la von der Leyen era già passata per uno scandalo a casa sua da Ministro della Difesa per una fornitura, quella di elicotteri, ma insomma lei è un habitué delle forniture disinvolte e lo scandalo che coinvolge la von der Leyen su certe testate viene evidenziato, in Europa che non è l'Unione Europea ci sono testate molto importanti e prestigiose come politico che ne parlano fuori dai denti, qui invece c'è un'evidente reticenza di alcune testate, non voglio metterla in correlazione perché fra l'altro non so esattamente e vi consiglio di andarvi a documentare su fondi UE alla stampa italiana, potrebbe esserci una correlazione fra questa reticenza e il fatto di aver ricevuto dei fondi dalla Commissione, potrebbe e se ci fosse, noi dovremmo fare un ragionamento un pochino più articolato sulla propaganda, non è che con la scusa della propaganda degli altri che mi pare resti da dimostrare anche se anche lì è stato attivato un procedimento in Europa, vogliamo fare un polverone intorno a una propaganda che invece a quanto pare emerge finanziamenti alla propaganda che invece a quanto pare emergono da fatti concludenti e precisi, può anche darsi, non me ne stupirei, ma il resto è il punto di fondo, cioè il punto di fondo è che l'Unione Europea ha bisogno di farsi pubblicità e torno a dire che è questo che la qualifica come regime, ma non è che c'è bisogno di andare a vedere le istituzioni, i punti, gli sportelli, le vetrine, pagate quei soldi vostri per fare propaganda a se stessa nei vari territori, basta guardare un qualsiasi ingresso di un qualsiasi edificio scolastico o anche un qualsiasi documento che vi arriva dalla scuola, dei vostri figli, ovunque c'è questo bollo dell'Unione Europea che è una richiesta precisa che viene fatta, di apporre questi simboli, questi stemmi per beneficiare dei cosiddetti fondi europei che come ben sapete, è inutile che ci torniamo sopra, in realtà sono fondi italiani che vanno in Europa a finanziare il bilancio comunitario e che dal bilancio comunitario tornano in Italia per sovvenire a certe specifiche esigenze specificate in Europa, tali per cui se poi tu partecipi a un bando e ottieni questi fondi, ti riprendi quello che è tuo sostanzialmente, che detto così suona un po' camorristico, ma è la realtà dei fatti. Penso che qualsiasi nostro figlio, ma anche molti genitori, vedendo queste belle placche ostentate così sulla porta d'ingresso delle scuole, dei loro figli penseranno che meraviglia, se non ci fosse l'Europa, mio figlio non sarebbe alfabetizzato, meno male che c'è l'Europa che ci pensa a lei.

La realtà è lievemente diversa, sono stato abbastanza, poi giudicherete voi, abbastanza alfabetizzato in un'epoca in cui queste placche non c'erano, queste placche batteriche non c'erano sulle porte degli edifici scolastici, i soldi dell'Italia venivano spesi in Italia dagli italiani senza passare da Bruxelles, quindi senza farsi dire come dovevano essere spesi, il risultato era una scuola che trasmetteva cultura e valori, anziché trasmettere competenze e propaganda. Lo sapete, ormai ho superato la barra dei 60, quindi sono esistenzialmente in quel periodo in cui a prescindere si pensa che si stesse meglio quando si stava peggio, sono diventato un insopportabile vecchietto rompicoglioni, però una riflessione su quello che vi sto dicendo, fatela, soprattutto sul metodo, perché il punto è questo fra l'altro, che la propaganda di regime non è una propaganda neutra, cioè non è una propaganda fatta a istituzioni contendibili affinché siano contendibili, è una propaganda che implicitamente e intrinsecamente va a sostegno dell'attuale assetto di quelle istituzioni, va quindi a sostegno della signora von der Leyen. I soldi spesi per la signora von der Leyen sono soldi buttati, perché? Anche il capitale politico investito con questa non è una critica a nessuno, tutte le posizioni non solo hanno il diritto di essere espresse, ma hanno il loro merito e non ha nessun senso per un Governo in carica a mettersi a polemizzare o litigare con certe istituzioni.

Il resto è il dato di fatto che se uno scandalo che il gruppo ID aveva, quello dello Pfeizergate, sostanzialmente l'ipotesi che la signora von der Leyen non sia stata completamente trasparente nel documentare i suoi rapporti con Pfeizer quando ha deciso di rivolgersi a quella casa farmaceutica. Se uno scandalo che era abbastanza di dominio pubblico salta fuori ora in presenza di atti parlamentari di richieste di approfondimento espresse dal gruppo ID già tanto tempo fa, è chiaro che non lo si fa per agevolare e aiutare la signora von der Leyen e la sua candidatura. Appena è stata fatta, come si diceva una volta, il candidato di punta dello schieramento popolare, peraltro non all'unanimità, ecco che partono i siluri.

Partono un po' in tutte le direzioni, ricordava questa mattina Daniele, partono anche in direzione ungherese. C'è un simpatico gioco di delegittimazioni che ci sta benissimo, considerata la posta in gioco, per carità. Questo però lascia pensare che lei non sarà esattamente il cavallo vincente e quindi tanta propaganda per nulla fondamentalmente, se non per farci capire e per farci riflettere su un dato quasi tautologico.

Dove c'è propaganda per una istituzione c'è il regime, dove c'è propaganda per un'idea politica c'è il dibattito, i regimi vogliono annullare il dibattito e infatti il regime europeo censura i social e si fa propaganda con i soldi vostri. Tutto qua, non credo di dover aggiungere altro, ad alcuni questo piace, ma appunto prima incidentalmente vedevo, ho commentato questa mattina il tweet di una persona peraltro anche brillante, che si vantava del fatto che lui paga anche il caffè al bar con la carta. Premesso che se capita lo faccio anch'io, ma non lo strombazzo, è proprio qui l'aspetto interessante, questo fatto di ostentare come prova di superiorità morale quella che nei fatti è la limitazione di una propria libertà personale, è proprio l'essenza della gauche lompe, la sinistra lompo, perché non è neanche la gauche caviar, che è la gauche dei ricchi, dove puoi essere tranquillamente d'accordo con la limitazione della libertà, perché tanto è la libertà degli altri che viene limitata, la tua è assicurata dai soldi, è una sinistra di poverini, di una specie di lumpen proletariato intellettuale che non riesce ad avere coscienza di certi processi.

Allora io per provocare, siccome c'era questa cosa, che bello, io ovunque sia pago in Europa, perché ovviamente c'è sempre l'aspetto denigratorio del nostro paese, perché attenzione, non solo come vi dicevo l'Europa fa propaganda a se stessa, l'Italia non la fa, perché l'Italia è una istituzione democratica, diciamo Repubblica Italiana e la cosiddetta Europa o l'Unione Europea è un abbozzo di regime, ma c'è anche il fatto che in Italia andiamo oltre, cioè accettiamo una denigrazione sistematica delle nostre istituzioni, della nostra comunità, del nostro paese e questa denigrazione viene praticata sempre in virtù del noto principio che tanti anni fa vi spiegai del tutti uguali tutti meno uno, cioè tutti gli altri sono pezzenti, tutti gli italiani sono pezzenti tranne me, quindi in Europa si paga il caffè con la carta da credito, anche io lo pago, se venite a via del seminario 76 vi offro un caffè, vi faccio vedere che si paga con la carta di credito, fatto sta che però vedete quando si entra nell'aspetto della propaganda, della propaganda di regime naturalmente, saltano fuori le contraddizioni, perché io ricordo a tutti che uno dei motivi per i quali si propugnava l'introduzione dell'Euro era che in questo modo si sarebbe potuto pagare ovunque con la stessa moneta e io dicevo ma guardate già oggi si può pagare ovunque con la stessa carta di credito, quelli che allora dicevano no ci vuole il dischetto di metallo per essere perché poi se no con il cambio ti fregano, adesso accettano di essere, di pagare con la carta di credito dove magari con il cambio ti fregano ugualmente, perché che cambio diciamo, perché tu non hai una nel resto del mondo ovviamente, tu non hai la percezione, se esci dall'Eurozona hai la percezione della differenza di potere d'acquisto, perché magari il caffè costa un e mezzo, quella l'hai acquistata, però in tutto il resto del mondo ovviamente perdi la percezione del rapporto di cambio che ti viene applicato, perché fondamentalmente non lo gestisci tu, non hai la possibilità di rivolgerti a diversi operatori del settore del cambio al dettaglio, ma questi sono aspetti secondari, il punto è che non era necessario visibilmente in un'epoca di digitalizzazione dei pagamenti ricorrere all'unificazione monetaria per favorire il consumatore, poi ci sono stati e ci sono altri motivi, diciamo ci sono motivi per sostenere, probabilmente ci sono per sostenere la bontà dei vantaggi non monetaria, ma è sempre il solito, la propaganda fa un lavoro sulla pancia delle persone, quindi quello che tutti hanno capito era che con lo stesso dischetto avrebbero comprato un caffè di metallo, con lo stesso dischetto di metallo avrebbero comprato un caffè a Roma e magari un caffè o tre quarti di caffè a Dublino, quando in realtà per evitare la sbatta di passare alla valuta nazionale, laddove fosse stata considerata tale, bastava utilizzare già allora una carta di credito o di debito, insomma sintesi delle sintesi, un'istituzione che si fa propaganda è un regime, la propaganda parla alla pancia delle persone e per questo la validità del suo messaggio viene rapidamente smentita dai fatti, buona giornata!

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